Salute
‘Taranto come narcotizzata… ’
“Oggi Taranto è come un malato grave che viene portato in sala operatoria. Gli mettono la mascherina per l’anestesia, ma poi non gliela tolgono più”. Un città narcotizzata. E’ questa la metafora usata stamattina per descrivere la situazione del capoluogo ionico e la vicenda del centro siderurgico nel post Ilva.
L’IMMUNITA’ PENALE – A suonare la sveglia sul tema sono stati i Verdi di Taranto con un’iniziativa svoltasi questa mattina nell’istituto Sant’Antonio cui a sorpresa è intervenuto anche il governatore della Regione Puglia (non c’era il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris). Al centro del confronto, moderato da Mimmo Mazza, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, l’immunità penale.
COSTITUZIONE VIOLATA – “E’ un fatto grave, unico al mondo, che viola la Costituzione. Una barbarie giuridica contro cui mi auguro che la Procura di Taranto sollevi il problema di legittimità costituzionale”. Sono parole durissime quelle pronunciate da Bonelli dinanzi ad una platea che comprendeva anche il giudice Patrizio Todisco, il gip di Ambiente svenduto; l’ex procuratore Franco Sebastio, oltre a numerosi avvocati (l’evento dava accesso a crediti formativi, ndr).
Gli interessi in campo sono fortissimi. “Ho fatto di tutto per evitare ai governi a guida Pd di chiudere la nuova l’intesa – ha confessato Emiliano – perchè speravo nel nuovo esecutivo. Purtroppo mi sbagliavo. Hanno vinto le lobby del carbone”. La Regione Puglia ha presentato ricorso contro l’addendum al piano ambientale, ma sulla materia “abbiamo le armi spuntate” ha ammesso De Franchi. Molto potrebbero fare, se lo volessero, i parlamentari locali di maggioranza. Invece di sterili interrogazioni – ha aggiunto – potrebbero presentare ai rispettivi rami parlamentari un disegno di legge con un unico articolo: la cancellazione dell’immunità penale”.