Sul Pezzo
Taranto, città infiltrata dalla mala con “rinnovata energia”. La relazione della Dia
“Le attività info-investigative e le conseguenti risultanze analitiche consentono di affermare la persistenza di uno scenario sostanzialmente statico, per quanto tenda sempre più a risentire di quella “variabile generazionale” che punta agli stupefacenti, alle estorsioni e, con una rinnovata energia, verso l’infiltrazione del tessuto economico e sociale. Il narcotraffico, in particolare, continua a rappresentare la principale fonte di sostentamento della criminalità tarantina”.
E’ uno dei passaggi salienti della relazione resa al Viminale dalla Direzione Investigativa Antimafia e disponibile sul sito della stessa Dia. La fotografia della malavita organizzata italiana non prescinde, per ragioni ovvie, dal Sud. E si allunga dettagliatamente sino ai quartieri di città popolose e commercialmente importanti come Taranto. Il quadro che ne esce è di una mala che sulle rive ioniche punta decisamente sulla droga, si affida alla tradizione Anni Novanta, vive contestualmente il ricambio generazionale e, come sottolinea la Dia, punta… con una rinnovata energia verso l’infiltrazione del tessuto economico e sociale”. Di seguito, il capitolo riguardante Taranto e la sua provincia.
TARANTO e la sua PROVINCIA nella relazione della DIA (dati relativi al secondo semestre 2017, da pag. 186…: leggi qui http://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/semestrali/sem/2017/2sem2017.pdf