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Taranto, che succede al 118? Chiesta una verifica

Pubblicato | da Redazione

Il 118 è un servizio di pronto intervento sanitario di grande importanza. In quali condizioni lavorano i suoi operatori? I volontari sono davvero tali? Su questi interrogativi  si è svolto un incontro tra il direttore generale dell’Asl di Taranto Stefano Rossi e una delegazione della Cisl Fp composta da Giuseppe Melissano (segretario regionale), Aldo Gemma e Massimo Ferri, rispettivamente segretari di Taranto e Brindisi e territoriale.

Secondo quanto denunciato dalla Cisl Fp i dipendenti regolarmente assunti sarebbero pochi e ai volontari  “si ricorre per rispettare le formalità di una legge regionale ormai lontana dal mondo reale. Come è possibile giustificare solo formalmente un servizio così delicato che si regge su un precariato istituzionalizzato?” si chiede il sindacato. 

Per questo la Cisl Fp ha chiesto al direttore dell’Asl di Taranto di “procedere a una indagine e verifica di tutti coloro che partecipano al servizio di emergenza nel territorio, e medesima richiesta la struttura regionale della Cisl Fp farà pervenire nelle altre province”. Il sindacato intende “squarciare il velo di ipocrisia diffuso che sorregge questo sistema. E’ indispensabile superare il precariato istituzionale per il servizio di emergenza del 118, assicurando la stabilizzazione dei lavoratori attraverso l’internalizzazione del servizio e collocandoli in un unico contenitore che possa dare certezze alle condizioni di lavoro e garanzie di funzionalità ed efficienza ai cittadini”.