Salute
Taranto, benzene in aumento al rione Tamburi. I dati di Peacelink
Aumenta la presenza di benzene in atmosfera al quartiere Tamburi di Taranto, nonostante la produzione dello stabilimento Ilva sia ai minimi storici. Lo sostiene Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink in una nota stampa.
“Il benzene – ricorda Marescotti – è un cancerogeno certo, classificato dalla IARC nel Gruppo 1. Nei giorni scorsi il benzene in via Orsini, nel quartiere Tamburi, è arrivato a 5,7 microgrammi a metro cubo (mcg/m3), valore elevato se si considera la serie storica dei valori rilevati in quel Quartiere. A tale valore non si arrivava facilmente neanche ai tempi dei Riva”.
Qual è la fonte emissiva? “Sull’origine del benzene – continua il presidente di Peacelink – non sembrano esserci dubbi: più ci si avvicina all’Ilva e più i valori salgono. Siamo in presenza di un fenomeno anomalo che può avere una spiegazione: la trascuratezza nell’attuale gestione degli impianti dello stabilimento siderurgico. Non è spiegabile altrimenti, visto che a una produzione ridotta si assiste a un inquinamento aumentato per parametri così delicati come il benzene. Il valore del 15 giugno è il più preoccupante: 8,6 microgrammi a metro cubo di benzene nel quartiere Tamburi, via Orsini. (vedi tabella).
Unità di misura: µg/m³ (microgrammi a metro cubo)
“Di fronte a questi dati non possiamo che dire una cosa – prosegue il documento di Marescotti – purtroppo lo stabilimento risulta pericoloso anche a bassi livelli produttivi in queste condizioni di gestione. Ragion per cui il fermo degli impianti appare l’unico modo per tutelare la salute pubblica. La riduzione della produzione non garantisce infatti, con questa gestione degli impianti, una riduzione delle emissioni cancerogene, come il benzene. E pertanto rinnoviamo la richiesta di fermare questi impianti (sotto sequestro ma con facoltà d’uso) che non garantiscono una compatibilità con il territorio neppure a livelli produttivi minimi come quelli attuali”.