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Taranto: bel mare, bei posti… ma quanta sporcizia!

Pubblicato | da Michele Tursi

Bel mare, bei posti… ma trasporti inadeguati e poca cura del territorio! E’ questo, in sintesi il giudizio dei visitatori che la scorsa estate hanno soggiornato nella provincia ionica. Il cammino da compiere per affermarsi come realtà turistica è ancora lungo, nonostante i risultati incoraggianti del 2016. Secondo il sondaggio effettuato da Federalberghi Taranto, gli arrivi nelle strutture alberghiere del capoluogo (nel trimestre estivo) sono aumentati del 17% , meglio ancora le presenze (+ 17,57%). Buono l’andamento dell’occupazione dall’inizio dell’anno + 13%. E’ andata bene l’area Orientale della provincia (+ 18, 85% arrivi e + 1471%); negativo invece il dato dell’Area Orientale. Solo il 31% delle strutture ha registrato il tutto esaurito nei due mesi di luglio e agosto, il 30% solo per un mese (luglio o agosto). I soggiorni sono durati nella maggior parte dei casi (71%) tra 3 e 5 giorni, solo il 12% dei turisti ha prolungato la vacanza per una e più settimane. Per raggiungere le nostre località: il 63% degli ospiti ha usato auto e mezzi propri, il 33% l’aereo. La tipologia di clientela per il 71% è stata rappresentata da famiglie, per lo più del Nord Italia (62%), il 21 % proveniente dalla Puglia e da aree vicine. I turisti stranieri sono stati il 48% della clientela (per il 46% sono stati Tedeschi e Inglesi), il 61% ha preferito il trattamento camera e prima colazione.

In parallelo con l’aumento dell’interesse turistico per il nostro territorio crescono anche fenomeni come l’abusivismo.  Ne hanno parlato questa mattina i vertici di Confcommercio Taranto nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il presidente Leonardo Giangrande; i presidenti provinciali delle categorie del turismo: Cinzia Monfardini (in sostituzione del presidente Angelo Basile di Federalberghi, impegnato altrove); Lara Panessa, Attività ricettive extralberghiere; Francesca Intermite, Fipe Bar; Giampiero Laterza, presidente Fipe Ristoranti; Giovanni Colonna, Confguide; Vincenzo Leo, SILB; Gianluca Piotti, Sib.

L’abusivismo investe tutti i settori del turismo: dai servizi di guida turistica alle attività di somministrazione di bevande e cibo, dai taxi all’affittacamere. Proprio il settore ricettivo è tra i  più colpiti: case private, aziende agricole, masserie. L’offerta si è arricchita con proposte e formule varie in vari casi di buon livello. “Tuttavia – sottolinea Confcommercio – grazie alla totale assenza di controlli, il fenomeno è proliferato in modo incontrollato, generando forme di concorrenza sleale che danneggiano le imprese in regola. Occorre mettere in atto un serio piano di contrasto e di lotta all’abusivismo. Ce lo chiedono non solo i nostri albergatori, ma anche i titolari dei B&B in regola”.  Confcommercio da tempo chiede che le autorità investigative predispongano regolari interventi di monitoraggio e controllo di quelle attività che, pur non inserite negli elenchi comunali, offrono posti letto sui principiali portali turistici.

L’intero settore e le istituzioni pubbliche devono compiere un salto di qualità per incentivare le attività turistiche che generano “importanti ricadute sul reddito e sull’occupazione” – ha sottolineato il presidente Giangrande – secondo il quale “è necessario governare il sistema, dotandosi di strumenti istituzionali utili per far crescere il comparto. Le piccole e medie imprese, pur rappresentando la parte più vitale del sistema, operano nella difficoltà di doversi confrontare con una concorrenza internazionale e nazionale agguerrita che dispone spesso di capitali. Un’adeguata disponibilità di risorse rappresenta la condizione essenziale per realizzare politiche di riqualificazione ed innovazione, e per assicurare una evoluzione dell’offerta turistica del territorio”.

Va migliorata la competitività turistica complessiva del territorio “mediante l’iterazione tra le risorse primarie del territorio (ambiente, cultura), le infrastrutture e le imprese private. Ciò prevede il coordinamento delle strategie e delle azioni delle parti (pubbliche e private) coinvolte, attraverso progetti e piani strategici che aumentino la competitività del territorio provinciale”. Secondo Confcommercio gli strumenti da mettere in campo sono: il Distretto Turistico della provincia di Taranto, le Reti d’Imprese, un confronto costante con la Regione Puglia.