Sul Pezzo
Taranto, atto intimidatorio contro il presidente del Consiglio comunale
Un gesto di stampo intimidatorio è stato commesso ai danni dell’autovettura del presidente del Consiglio comunale di Taranto. La scoperta questa mattina, poco prima delle 7, quando Lucio Lonoce, come ogni giorno, è uscito di casa.
Ecco il suo racconto a La Ringhiera. “Mi sono accorto di avere due pneumatici sgonfi – spiega – e ho chiamato il gommista. E’ stato lui a farmi notare che erano stati tagliati. Ho guardato le altre auto parcheggiate vicino alla mia, ma avevano le ruote intatte. Solo la mia Fiat Punto era stata danneggiata da qualcuno che si è introdotto nel residence in cui vivo, un’area recintata”.
Immediatamente è scatta la denuncia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Taranto, della Digos, una pattuglia dei carabinieri. Lo stesso comandante provinciale dell’arma si è personalmente informato sui fatti. Le indagini sono in corso e non escludono alcuna ipotesi.
Lonoce, esponente del Pd, è un politico noto in città. In passato è stato assessore e vicesindaco. “Non riesco a dare una spiegazione ad un simile gesto – dice – ogni giorno incontro molte persone, mi espongono i loro problemi e, per quanto possibile, ascolto tutti. Davvero non capisco e anzi invito l’autore del gesto a venire a parlare con me a Palazzo di città”.
Tra le altre cose, proprio ieri sulla sua pagina Facebook, Lonoce aveva stigmatizzato e condannato i ripetuti furti perpetrati da ignonti nella chiesa Angeli Custodi, in ristrutturazione al rione Tamburi. Solidarietà al presidente del Consiglio comunale di Tarano arriva dal gruppo Pd che “condanna duramente il vile gesto di cui è stato vittima il Presidente del Consiglio Comunale Lucio Lonoce, esprime i più vivi sentimenti di vicinanza e solidariètà e si augura che l’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine possano fare rapidamente luce sull’episodio, individuando i colpevoli”. Il documento è firmato da: Giovanni Azzaro, Vincenzo Di Gregorio, Gaetano Blè, Carmen Galluzzo, Michele De Martino, Emanuele Di Todaro, Emidio Albani.