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Taranto, alla Biblioteca Acclavio una mostra sul dramma delle donne iraniane
Resterà aperta sino al prossimo 26 febbraio, nell’agorà della biblioteca comunale “Pietro Acclavio” di Taranto, la mostra “La strage dei fiori”, con le illustrazioni di Gianluca Costantini dedicate ai drammi vissuti in queste settimane dalle donne iraniane. Il titolo di questa mostra nasce dai versi della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad: “Tu, amico, tu, fratello, tu che hai il mio stesso sangue / quando arriverai sulla luna / scrivi la storia della strage dei fiori”.
“L’arte, quando si occupa con pregnanza dei problemi della stretta contemporaneità e delle sue urgenze – spiega una nota stampa – fuoriesce dai luoghi deputati, invade lo spazio pubblico e incontra lo sguardo dei cittadini che con più o meno consapevolezza transitano nei luoghi urbani. È il principio che guida da tempo la programmazione espositiva che “Poli biblio-museali di Puglia” propone periodicamente.
Si tratta di una mostra itinerante visitabile durante le ore di apertura della biblioteca, voluta congiuntamente da Poli biblio-museali di Puglia e dall’amministrazione comunale di Taranto, con il fondamentale contributo dell’autore, che ha concepito anche una grafica dedicata. Il progetto di Costantini, difatti, propone una riflessione intensa e urgente su quanto stia accadendo in Iran.
Da settembre 2022 la repubblica islamica dell’Iran è scossa da proteste e scioperi scatenati dalla morte di Mahsa (Jina) Amini, studentessa curda 22enne, avvenuta mentre era sotto la custodia della polizia “per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio” per non aver indossato correttamente il velo. Sarebbero più di 400 i morti fra i manifestanti, più di 18 mila gli arrestati.
In queste ore in tutto il mondo i volti delle ragazze, dei ragazzi e dei bambini, vittime delle repressioni del regime iraniano, iniziano a comparire sui muri, sugli schermi e sui cartelloni di tantissime città. Gianluca Costantini, artista del fumetto contemporaneo da sempre impegnato sul tema dei diritti umani, sta aiutando le istituzioni a raccontare, attraverso le sue potenti grafiche, i loro volti, i loro nomi e le loro storie: un modo simbolico di non voltare lo sguardo, per non dimenticare, esprimendo l’unico modo di essere museo o biblioteca nella società contemporanea”.