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Taranto, abusi su ragazzine? Arrestato istruttore e gestore di una palestra

Pubblicato | da Redazione

L’istruttore e gestore di una palestra di Taranto avrebbe costretto alcune ragazzine, una delle quali minore di 14 anni, a subire attenzioni sessuali.

 

La vicenda è venuta alla luce a seguito delle dichiarazioni di una delle vittime a cui hanno fatto seguito, successivamente, altre testimonianze.

Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Taranto e, in particolare, dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dal sostituto procuratore Marzia Castiglia. Gli agenti della polizia (Squadra Mobile – Sezione reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Vilma Gilli nei confronti di un 47enne di Taranto gravemente indiziato dei presunti reati di violenza sessuale continuata in danno di adolescenti frequentatrici della palestra gestita dall’uomo.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2012 e giugno 2018. Secondo quanto accertato dai poliziotti, il 47enne abusando dell’autorità connessa al proprio status di allenatore e di figura di riferimento, avrebbe costretto le adolescenti (due allo stato le vittime che hanno deciso di sporgere denuncia nei suoi confronti) a subire atti sessuali, senza che le stesse riuscissero ad opporre alcuna resistenza.

L’indagine, come detto, è scaturita dalle dichiarazioni rilasciate da una delle ragazze in sede di ascolto protetto, nonché dalle dichiarazioni rese da altre ragazze frequentatrici della palestra gestita dall’indagato, ma che si erano allontanate senza una ragione apparente. Le vittime hanno descritto l’uomo come persona che ha carpito la loro fiducia ponendosi come figura di riferimento, seguendole come loro allenatore, mostrando interesse per le loro attitudini sportive e sollecitandole a fare gare, anche allo scopo di acquisire sicurezza in se stesse.

Facendo leva sul clima di fiducia conquistato, l’uomo avrebbe poi iniziato a perpetrare gli abusi, creando le condizioni anche ambientali per evitare che le vittime reagissero, in particolare prospettando loro la necessità di massaggi, che lui stesso eseguiva in una saletta privata con la porta chiusa a chiave. A riscontro del racconto delle vittime e di quanto confermato pure da alcuni testimoni, gli investigatori hanno raccolto diversi sms che l’indagato era solito scambiare con almeno una delle vittime.