Salute
Taranto, 3 posti letto per 40 bimbi in cura. La denuncia di Niobe
Il dramma è nelle piccole vite che si spengono prematuramente. Il dramma è nello strazio dei genitori. Il dramma è nei numeri: tre posti letto per quaranta bambini in cura. Accade a Taranto, città simbolo dell’inquinamento industriale, nel reparto di Oncoematologia pediatrica, inaugurato meno di due anni fa. A denunciare questa situazione insostenibile sono stati i genitori che hanno costituito il comitato Niobe, presentato nel corso di una conferenza svoltasi nella sala stampa della Camera dei Deputati.
Un comitato per accogliere ed unire i genitori italiani che hanno subito la perdita di un figlio per patologie presumibilmente riconducibili all’inquinamento. Un comitato per veicolare con più forza alle istituzioni le istanze di queste famiglie e per affrontare insieme percorsi a noi già noti. E’ questa la mission di Niobe.
Carla Luccarelli mamma di Giorgio, Francesca Summa mamma di Syria, Donatella Saraceno mamma di Irene, Mauro Zaratta papà di Lollo e Cosimo Gori papà di Francesco, dopo aver illustrato le problematiche affrontate e vissute a seguito delle patologie contratte dai propri figli hanno illustrato le finalità del comitato ed avanzato specifiche richieste al ministro della Salute.
I rappresentanti di Niobe hanno chiesto che “nelle zone più inquinate d’Italia vengano realizzati immediatamente Ospedali Pediatrici realmente capaci di far fronte alle varie patologie che colpiscono i bambini”.
“Non è giusto – affermano – che proprio per la carenza di strutture di tal genere, i nostri figli, assieme alle loro famiglie, siano costretti a migrare in cerca di strutture sanitarie migliori. Chiediamo, proprio a fronte di ciò, un potenziamento delle strutture sanitarie esistenti, tramite una loro riqualificazione, che passi attraverso un incremento delle risorse professionali già presenti, ed un centro di ricerca, finanziato con appositi fondi, al fine di rendere più efficaci i protocolli di cura per le patologie riscontrate”.
In attesa che questo venga realizzato il comitato Niobe sta realizzando una rete che coinvolge l’intero territorio nazionale per provvedere alla sistemazione logistica delle famiglie meno abbienti, costrette ai “viaggi della speranza” al fine di garantire ai genitori la possibilità di poter stare al fianco dei propri piccoli angeli, concentrandosi esclusivamente su di loro.
“Chiediamo, infine, – proseguono i genitori – che tutte le coppie desiderose di mettere al mondo un figlio, nelle città e nei siti maggiormente inquinati, siano sottoposte gratuitamente ad esami genetici accurati, al fine di conoscere eventuali problematiche che potrebbero trasmettere al loro bambino. Inoltre, è nostro desiderio che sia istituito un giorno di lutto nazionale, in ricordo di tutte le piccole vittime: come individuazione della data, avremmo piacere che fosse quella del 25 gennaio, giorno della scomparsa del piccolo Giorgio Di Ponzio, data e ragione per la quale questo Comitato ha iniziato a prendere vita”.
La vicenda giudiziaria Zaratta – per ex dirigenti Ilva un’assoluzione e per otto non luogo a procedere – leggi qui i dettagli pubblicati dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 12 luglio 2022). Le motivazioni della sentenza – leggi qui.