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Taranto, 25 Aprile tra celebrazioni e polemiche

Pubblicato | da Redazione

Sono numerose le celebrazioni in programma per celebrare il 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Ma non mancano le polemiche. Un episodio che sta facendo molto discutere e che ha diviso l’opinione pubblica, è avvenuto a Martina Franca, in provincia di Taranto dove un gruppo chiamato “Medjugorje per la pace” ha organizzato un convegno proprio per il 25 aprile sul tema “Giù le mani dai nostri bambini”, nel quale dovrebbe parlare Gianfranco Amato del partito Popolo della famiglia.

A questa manifestazione si oppongono le associazioni Anpi Martina Franca, Sud Est Donne, Associazione Terra Terra, Cgil Martina Franca, Associazione Dragare, Centro Antiviolenza Rompiamo il silenzio, che chiedono al Comune di ritirare il patrocinio al convegno. Secondo le associazioni “i valori del 25 aprile sono insanabilmente in contrasto con le teorie e le manifestazioni omofobe, per questo contestiamo fortemente la scelta dell’Amministrazione Comunale di Martina Franca di concedere il patrocinio ad un evento che proprio nel giorno della Liberazione diffonderebbe teorie che non contemplano l’uguaglianza dei diritti per tutti. Se l’Amministrazione Comunale cerca una improbabile difesa citando la Costituzione Italiana, è bene che ricordi anche l’articolo 3, uno dei principi fondamentali, che sancisce l’uguaglianza e promuove i diritti di tutti, senza distinzione di sesso, razza o religione”. Alle 18.30 di domani, comunque, a Martina Franca si svolgerà la manifestazione organizzata dall’Anpi alle 18.30 in piazza Immacolata.

Vignetta 25 aprileA Taranto, invece, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia organizza per il 25 aprile  una ciclopasseggiata con la collaborazione dei volontari della Protezione civile. La ciclopasseggiata partirà a conclusione della manifestazione ufficiale che avrà inizio alle 9.45 in Piazza della Vittoria. La partecipazione all’iniziativa dell’Anpi è assolutamente gratuita e non è prevista l’iscrizione: basta presentarsi in Piazza della Vittoria e a ciascun partecipante sarà consegnato un attestato su cui è riprodotta la vignetta disegnata, appositamente per l’occasione, da Nico Pillinini. Alla ciclopasseggiata ha aderito anche un gruppo di pattinatori del Federclub di Taranto.

Il percorso della manifestazione sarà piazza della Vittoria, via D’Aquino, via Margherita, Lungomare e Giardini Pandiani, dove si concluderà con la deposizione di una corona in onore del partigiano tarantino Pietro Pandiani da parte del sindaco Ezio Stefàno e di Giuseppe Stea, presidente provinciale dell’Anpi di Taranto, inoltre due bambini partecipanti alla ciclopasseggiata insieme ad Emanuele Palmisano, presidente onorario dell’Anpi, deporranno due fasci di fiori.

In occasione del 25 aprile, il segretario generale della Cgil di Taranto  Giuseppe Massafra, ha diffuso il seguente messaggio.
“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. Per noi le parole di Sandro Pertini, quella voce del 25 aprile di 71 anni fa, è il monito presente di una giornata, quella dedicata alla Festa della Liberazione, che anche a Taranto ha ancora il valore della Resistenza. Perché le scelte che allora i nostri partigiani fecero verso il futuro dell’Italia, oggi sono affini alle scelte che tutto il paese, ma in particolar modo la provincia di Taranto dovranno compiere di fronte ad uno dei periodi più delicati della storia post-bellica di questa comunità.

Abbiamo consapevolezza della strategicità del momento tanto che questo Primo Maggio, Cgil, Cisl, Uil, torneranno insieme nella piazza, a porre nuovamente l’attenzione proprio sulle scelte che non possono essere compiute sulla pelle e sul destino di una intera popolazione che più di ogni “celebrazione” di massa ha bisogno di migliaia di piccoli e quotidiani confronti dove poter tornare a decidere consapevolmente.
Oggi, dunque, la Liberazione va celebrata così partendo dalla consapevolezza, dal costante impegno che non muove titoli di giornali, che non strappa copertine o testimonial roboanti, con “piccoli” partigiani che ogni giorno in ogni fabbrica, in ogni ufficio, in ogni contesto sociale siano in grado di fare scelte e porre un argine all’aggressione che i cittadini e i lavoratori stanno ricevendo.

Pertini diceva “arrendersi o perire“. Ebbene la Cgil, il sindacato, non si arrende e prova ancora a tenere assieme quella comunità considerando ogni vertenza di lavoro (da quella dell’Ilva, passando per i commessi dell’Auchan, fino al Porto, all’Arsenale, a Teleperformance, a Isola Verde, ad ogni operaio del manifatturierio, del terziario e delle campagne) un insieme che ha bisogno di colloquiare, interagire e sostenersi complessivamente, senza lasciare mai indietro nessuno. Prova ne è anche la campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge per la Carta dei diritti universali del lavoro che abbiamo messo in atto in queste settimane.

Perché si possono e si devono risolvere i problemi ambientali, sociali ed economici di questa terra, ma non restando ancorati alla sterile polemica o in posizioni radicali e monolitiche destinate all’immobilismo, ma intercettando le opportunità di sviluppo e gestirle diversamente da come si è fatto in passato. Sostituendo le immorali ragioni del profitto con la promozione degli interessi collettivi e nel rispetto di ogni singolo uomo, operaio, casalinga, bambino, impiegato o pensionato. E’ un investimento ideale, culturale, di ragione, prima che di euro o finanziamenti. Ed è il segno della Liberazione, forse il più importante, che auspicherei per la mia terra. Buon 25 aprile a tutti“.