Piani Alti
Stefano Cucchi, un caso di scuola: magistrati, avvocati, questore e studenti a confronto
Metti un giudice, un procuratore e un avvocato di fronte ad una platea di studenti, in una sala cinematografica, dopo aver visto un film che odora di marcio e di vero, dopo aver preso un pugno nello stomaco, per dirla col questore, dopo aver toccato con gli occhi il dramma di un ragazzo finito nella morsa della violenza e dell’indifferenza burocratica, dell’omertà in divisa, della superficialità, della strafottenza quotidiana di una volgare routine che protocolla mostruosità. E se non è mostruosa la fine riservata a Stefano Cucchi, cosa altro potrebbe sembrare agli occhi di un centinaio di studenti tarantini esterrefatti guardando anche i titoli di coda?
Bel pomeriggio, quello di ieri, vissuto nel cinema Bellarmino. L’Associazione Nazionale Magistrati, la cui sottosezione di Taranto è presieduta da Fulvia Misserini (segretario Stefania D’Errico) ha invitato le delegazioni della Rete di Scuole (Artistosseno-Ferraris-Archita-Pitagora e Maria Pia) ad assistere al film “Sulla mia Pelle”, pellicola che racconta gli ultimi sei giorni di vita di Stefano Cucchi: dall’arresto all’obitorio, passando per le violenze subite ed oggi al centro di un processo che vede imputati a vario titolo cinque carabinieri.
A parlare con gli studenti, magistrati promotori a parte, anche il procuratore aggiunto della Repubblica di Taranto, Maurizio Carbone, l’avvocato Rosario Orlando e il neo questore della terra ionica, Giuseppe Bellassai. Fuori orario scolastico, liberi da vincoli didattici, gli studenti in gran numero hanno sfidato il sorprendente clima autunnale di maggio e sono giunti al Bellarmino, restando senza parole di fronte allo scorrere della vicenda di Stefano. Ma lo Stato c’è, sa guardarsi dentro e quando sbaglia ha gli anticorpi giusti per reagire e fornire risposte in punta di Diritto e con la forza della Libertà di ognuno. La nostra Costituzione parla chiaro, hanno ribadito tutti, ognuno dalla propria angolazione istituzionale, e nessuno può considerarsi immune da una Giustizia chiamata a tutelare gli ultimi come i primi. L’Uguaglianza era e resta un principio sacrosanto e fondativo dello stato moderno e dunque della nostra Repubblica. Bene ha fatto Anm a volerlo ribadire, facendo leva sulla comunicativa del cinema invitando le scuole in un cinema rimasto senza parole ascoltando la voce fioca di Stefano, vittima di uno Stato che non sente, non vede e non parla.. ma che alla fine reagisce. E rimette in ordine le caselle della democrazia.