Salute
Stefàno “convoca” le città siderurgiche. Peacelink: all’Ilva doppio aiuto di stato
Nel giorno in cui il l’Aula di Montecitorio converte in legge il nono decreto “salva-Ilva”, il sindaco di Taranto si mette a capo delle città siderurgiche e Peacelink scrive al Commissario europeo per la concorrenza. La vera notizia è che Ippazio Stefàno ha smesso di scrivere lettere. Ha riunito nella capitale i primi cittadini di Torino, Genova, Novi Ligure, Racconigi, Legnaro, Patrica, Terni, Marghera, Piombino, Trieste che hanno raccolto il suo appello a “discutere i temi della siderurgia che tanto interessano i nostri territori in un incontro di approfondimento, proposta e riflessione che attraverserà la disamina delle criticità sul piano ambientale, produttivo economico ed occupazionale delle politiche industriali del comparto siderurgico”.
“Sappiamo bene dell’interesse strategico che il Governo attribuisce alla siderurgia – afferma Stefàno – ed è nostro comune interesse condividere una visione strategica nel contesto di un processo decisionale partecipativo con il Governo. In questo momento, abbiamo ritenuto utile poter sviluppare una sinergia propedeutica ad un successivo incontro con il Ministro Guidi che permetta di inaugurare una nuova stagione di politica industriale , in cui le diverse realtà dell’acciaio siano pezzi complementari e strategici nel quadro complessivo di sviluppo del nostro Paese”.
Antonia Battaglia, a nome di Peacelink, ha inviato stamane una lettera al Commissario Europeo alla Concorrenza Marghrete Vestager in merito al nuovo decreto Ilva e alla questione aiuti di Stato. Secondo Peacelink “gli 800 milioni di euro che dovrebbero essere erogati all’Ilva in provenienza dalla legge di Stabilità costituiscono un nuovo aiuto di stato visto che l’azienda continua la produzione di acciaio in violazione delle direttive europee anche in materia ambientale. Nel 2013, infatti, la Commissione ha lanciato una procedura di infrazione contro l’Italia per il non rispetto delle norme in fatto di emissioni industriali, con conseguenze molto serie per la salute umana e l’ambiente”.
Nella lettera inviata stamane, Peacelink ha chiesto alla Commissione “se fosse soddisfatta delle risposte del Governo Italiano alle domande poste dalla Commissione stessa sulle diverse questioni aperte sull’Ilva, considerando che le somme già destinate allo stabilimento nel passato non hanno migliorato le condizioni lavorative degli operai né il diritto dei Tarantini alla salute e ad un ambiente sano. Se gli aiuti di stato già probabilmente ricevuti in passato non sono stati utilizzati per la piena messa a norma e quindi la implementazione dell’AIA (direttiva IPPC), perché la Commissione Europea tollera che l’Italia possa tenere in vita con fondi pubblici, quindi artificialmente, uno stabilimento pesantemente indebitato e potenzialmente pericoloso?”

Antonia Battaglia obietta che “se le somme fossero usate per mettere in opera effettive misure di protezione degli operai e per fermare l’inquinamento pericoloso e quindi migliorare le condizioni di vita della popolazione di Taranto, non ci potrebbero essere obiezioni. Ma, posporre nuovamente la data ultima del completamento delle misure di messa a norma degli impianti ( il nuovo decreto legge 191/15 of 4/12/2015 fissa al 2017 la nuova data limite) – misure, inoltre, che non rappresentano altro che le minime, standard misure di messa in sicurezza di uno stabilimento siderurgico e che, qualora completate, non potrebbero comunque costituire un obiettivo soddisfacente dal punto di vista ambientale né della competitività- rappresenta una violazione aggiuntiva al diritto ambientale e non giustifica l’aiuto di stato di nuovi 800 milioni che il Governo vuole garantire”.
Peacelink sottolinea, infine, che “in aggiunta agli 800 milioni della stabilità, il nuovo decreto legge 191/15 of 4/12/2015 prevede la possibilità di una somma aggiuntiva di 300 milioni di euro in provenienza direttamente dall’Erario, esplicitamente finalizzati ad aiutare il Gruppo Ilva, alle indilazionabili esigenze finanziarie del Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria. Se, dopo l’esame del Senato, queste misure fossero confermate, saremmo davanti ad un caso di aiuto di stato nell’aiuto di stato. Un caso unico”.