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Statale 172 sequestrata, “così muore l’economia”. SoS al prefetto

Pubblicato | da Michele Tursi

Una situazione drammatica, un sistema economico in ginocchio, il rischio di vedere compromessa l’ormai imminente stagione estiva. La Valle d’Itria teme il tracollo per effetto dell’interruzione della Statale 172 nel tratto tra Martina Franca e Locorotondo. Poco più di trecento metri di strada sono sotto sequestro su disposizione della magistratura a causa del cattivo funzionamento del depuratore di Martina Franca che sversava liquami direttamente sulle zolle di terra rossa.

Una situazione fuori da ogni controllo cui andava posto rimedio. Ma ora, il sequestro prolungato del tratto stradale rischia di far pagare ad un’intera comunità le colpe di quanti non hanno saputo adeguatamente gestire il depuratore finito nel mirino del carabinieri e della magistratura.  La vicenda è stata al centro di un incontro tra i presidenti delle associazioni imprenditoriali di Martina Franca: Roberto Massa (Confcommercio), Giuseppe Caroli (Coldiretti), Giuseppe Ancona (Confindustria), Giuseppe Tagliente (Confagricoltura sez. Martina Franca) e Luca Lazzaro (Confagricoltura prov. di Taranto), Francesco Bruni (Conf. Italiana Agricoltori Taranto- Martina Franca), Leonardo Fusillo (Ass. naz. Allevatori del Cavallo Murgese e dell’Asino di Martina Franca).

Le associazioni di categoria, in rappresentanza dell’intero mondo economico della zona, hanno deciso di chiedere un incontro con il prefetto di Taranto Umberto Guidato, al fine di rappresentare i danni che le imprese di ogni settore stanno subendo a seguito dell’emergenza in atto. “Pur apprezzando il puntuale e giustificato intervento della magistratura – si legge nella lettera indirizzata al prefetto – ci corre l’obbligo di evidenziare come l’effetto negativo immediato di questo stato di emergenza si sia riverberato sull’economia dell’intera Valle d’Itria con danni diretti ed indiritti difficilmente quantificabili per le nostre aziende, certamente ingenti. L’economia del territorio, si bassa essenzialmente sulle attività commerciali, sul distretto del tessile, sulle attività agricole e sul turismo. Per tutte le ragioni evidenziate, la città di Martina Franca e la Valle d’Itria non possono restare nell’attuale stato di semi isolamento, considerato l’approssimarsi di quello che, per l’economia del territorio è certamente il periodo più importante dell’anno”.