Sul Pezzo
Spaccio di eroina, cocaina e hashish. 17 arresti in provincia di Taranto
L’HANNO BATTEZZATA “OPERAZIONE FIUMICELLO” E HA PORTATO agli arresti numerosi giovani della provincia di Taranto. Ecco metodi, organizzazione, nomi e messaggi criptati emersi durante le intercettazioni telefoniche:
Alle prime ore del mattino, al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri di Marina di Ginosa (Taranto), i Carabinieri della Compagnia di Castellaneta (Ta), affiancati dai militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto e delle Compagnie Carabinieri di Taranto, Manduria, Massafra e Martina Franca, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari Palese e di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione, a Laterza, Ginosa e Marina di Ginosa, nonché ad Altamura (Bari) e San Pietro Vernotico (Brindisi), a 17 provvedimenti cautelari (10 in carcere e 7 agli arresti domiciliari) emessi dal gip del Tribunale di Taranto, Pompeo CARRIERE, su richiesta Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, Rosalba Lopalco.
I giovani, a vario titolo, sono ritenuti responsabili di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, a carico di alcuni con l’aggravante del concorso di tre o più persone nel reato e della cessione a minorenni. Operavano in tre distinti settori come “gruppi” con centri operativi a Laterza , Ginosa ed a Ginosa Marina e Castellaneta.
L’indagine è stata avviata nel secondo trimestre del 2014, quando i Carabinieri di Marina di Ginosa arrestavano in flagranza un ragazzo del posto sorpreso a cedere una piccola quantità di hashish. All’interno dell’abitazione dell’arrestato, i militari rinvenivano e sequestravano 25 dosi della predetta sostanza e vari strumenti usati per il confezionamento. I Carabinieri decidevano di approfondire la situazione e d’intesa con la Procura ionica avviavano una sorveglianza tecnica attraverso intercettazioni ambientali e poi telefoniche estese a soggetti a lui vicini, che consentivano di risalire progressivamente ai soggetti ed ai tre “gruppi” sgominati nell’odierna operazione, giovani di un’età media di 23 anni.
Nell’indagine è apparsa più organizzata la posizione degli spacciatori Laertini i quali oltre a gestire, con l’ausilio di una fitta rete di collaboratori, una fiorente attività di spaccio nel comune di Laterza, approvvigionandosi da Taranto Vecchia o da Matera da soggetti non identificati, riuscivano ad imporsi quale punto preferenziale per l’approvvigionamento del paese limitrofo di Ginosa.
Le indagini, che non si sono limitate all’ascolto dei telefoni intercettati, “sono state complesse e meticolose” spiegano i carabinieri. Lo dimostrano i riscontri acquisiti dai militari che, per lunghi periodi, hanno pedinato gli indagati nei luoghi da loro frequentati (bar, circoli, scuole e discoteche) ricostruendone i movimenti, risalendo alle zone di spaccio ed individuando tre canali di rifornimento dello stupefacente da far giungere a Laterza, ovvero uno da Taranto vecchia da cui si riforniva il gruppo ginosino, uno da Altamura da cui si riforniva il gruppo di Marina di Ginosa e l’altro da Matera da cui si riforniva il gruppo di Laterza. I Carabinieri, nel corso delle indagini, protrattesi fino ad ottobre 2014, hanno effettuato numerosissimi riscontri, arrestando 7 persone in flagranza, individuando una cinquantina di assuntori, alcuni dei quali hanno collaborato, accusando i pusher. Nell’ambito del procedimento, oltre ai 17 destinatari di misure cautelari, risultano altre 28 persone indagate.
Il nome dell’operazione deriva dal nome di una contrada di Ginosa frequentata da alcuni dei ragazzi indagati.
Nell’ordinanza il G.I.P. ha evidenziato che la cessione degli stupefacenti, risultati di diverso tipo (hashish, marijuana, cocaina ed eroina), come accertato dagli inquirenti, anche in occasione di numerosi “riscontri” consistenti in frequenti sequestri anche a carico di consumatori, è avvenuta anche a minorenni.
Nel corso delle attività investigative, è emersa l’attitudine di alcuni appartenenti ai gruppi di farsi supportare da amici e parenti per eludere i controlli dei Carabinieri, la cui presenza ed operatività sul territorio veniva evidenziata da telefonate ed sms anche in linguaggio convenzionale, come “sta piovendo”, per significare che non conviene uscire con lo stupefacente addosso perché sono in atto controlli per strada; analogamente veniva acclarata la disponibilità incondizionata dei pusher, in grado di soddisfare le esigenze dei clienti anche in piena notte, allorquando venivano chiamati o contattati via sms. Il che non esclude energiche minacce a carico di quei clienti che, riforniti a credito, si attardavano a pagare, con espressioni eloquenti e propositi bellicosi come quando si ipotizzava di sottrarre l’autovettura ad un cliente ritardatario. Così come per sms o messaggi in whatsapp molto succinti si convocavano fra loro gli appartenenti al gruppo: “giù alla cantina” è un’espressione con cui si esprimevano per vedersi in una cantina utilizzata come luogo di custodia, confezionamento e spaccio.
IL FLASH DI STAMATTINA
“È in corso in provincia di Taranto, tra Laterza e Ginosa, e in provincia di Bari e Brindisi, l’esecuzione, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Castellaneta (Ta), di diciassette ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di persone ritenute responsabili di concorso continuato in detenzione e spaccio di cocaina, eroina ed hashish. Il blitz giunge a conclusione di serrate indagini condotte dalla Stazione dei Carabinieri di Marina di Ginosa.
Sono anche in atto numerose perquisizioni effettuate con l’ausilio di cani antidroga. All’attività, cui prendono parte circa 80 militari concorre di un elicottero dei Carabinieri”.