Pubblicato alle ore 10:14

Slow Food, la cozza tarantina messa sul piatto

Non appena si perfezionerà il procedimento amministrativo che condurrà all’approvazione del terzo protocollo di Intesa, Soprintendenza e Fondazione saranno affiancate dal CNR – Istituto di Ricerca sulle Acque – IRSA, Sede “Talassografico” di Taranto.


A un anno esatto dall’invio della proposta progettuale “reMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare”, in risposta al bando POR Puglia 2014/2020 – Asse VI –Azione 6.6 – Sub-Azione 6.6.a “Riqualificazione integrata dei paesaggi costieri”, la Giunta comunale di Taranto ieri  ha approvato due delibere che rendono possibile la sottoscrizione di altrettanti protocolli di intesa, rispettivamente con la Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità.



“Si arricchisce, pertanto, di autorevoli collaborazioni il percorso di tutela e valorizzazione del Mar Piccolo, avviato dall’Amministrazione Melucci e orientato al potenziamento dei servizi ecosistemici offerti dai mari di Taranto, nell’ottica di una crescita sostenibile tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello economico e sociale – spiegano dal Palazzo di Città – resisi disponibili a garantire un contributo dinamico finalizzato alla promozione delle potenzialità della città di Taranto legate alla risorsa mare, Soprintendenza, Fondazione e CNR, diventano partner attivi del progetto “reMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare”, insieme ai mitilicoltori del Mar Piccolo ed alle associazioni di categoria del territorio”.

Si tratta, stando ai propositi, di recuperare le antiche tradizioni della mitilicoltura tarantina e di  promuovere percorsi di sostenibilità che prevedono la nascita del presidio Slow Food della cozza nera tarantina. “Nei parchi archeologici presenti sul territorio comunale e nelle aree agricole del progetto, grazie al contributo della Soprintendenza si sperimenterà la coltivazione di canapa e/o di altre specie vegetali utili per ottenere e produrre strumenti di coltivazione di mitili maggiormente sostenibili e coerenti con la tradizione” proseguono dal Comune. Il CNR di Taranto sarà garante della qualità scientifica dei vari interventi posti in essere e ne monitorerà i risultati.


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