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Sindaci, Perrone il più amato d’Italia. Stefàno e Consales bocciati a pieni voti

Pubblicato | da Michele Tursi

Lecce, Taranto e Brindisi. Tre capoluoghi pugliesi con i loro rispettivi sindaci: Paolo Perrone, Ippazio Stefàno, Cosimo Consales. Perchè li mettiamo in parallelo? Perchè secondo il sondaggio di Ipr Marketing per il Sole 24Ore, il primo cittadino salentino è il più “amato” d’Italia, gli altri due occupano  il 95° posto in graduatoria, peggio riescono a fare i sindaci di Teramo, Trapani, Benevento, Alessandria e Crotone.

Nell’indagine, in linea di massima, si piazzano meglio i sindaci neoeletti ma questa considerazione non vale proprio per Perrone che guida Lecce dal 2007. Anche Stefàno è in sella dal 2007 (riconfermato nel 2012) ma il suo operato, evidentemente, stando al sondaggio  ha deluso.

Perrone ha totalizzato un gradimento di 62,5 punti (più due rispetto al 2015) scendendo solo dell’-1,8% rispetto al gradimento al momento della sua elezione. Stefàno pur avendo seguito lo stesso percorso di Perrone, ha ottenuto appena 47 punti con un calo di -4,5 in confronto al 2015 ed un vero e proprio crollo di popolarità rispetto alla sua elezione: – 22,7. In poche altri capoluoghi si registra un calo di gradimento così netto: Maria Rita Rossa (Alessandria) – 26; Leoluca Orlando (Palermo) – 22,5; Federico Picciotto (Ragusa) – 20,3.

Anche Consales non se la passa bene. Rispetto allo scorso anno la sua popolarità è diminuita di 1,5 e di 6,2 in riferimento alla sua elezione. Il primo cittadino di Bari Antonio Decaro si piazza al 16° posto insieme al collega di Bergamo. Ma anche per lui la classifica non è incoraggiante; la sua popolarità è scesa di -5,5 punti rispetto allo scorso anno e di -6,9 dalla sua elezione. Il sindaco di Foggia Franco Landella è all’89° posto e precede di poco Taranto e Brindisi. Andria con Nicola Giorgino è 52esima. Se la cavano i primi cittadini lucani: Dario De Luca (Potenza) con 58,3 punti (18°posto) e Raffaello De Ruggieri (Matera) con 55 punti (41° posto).

Quello di Ipr Markenting – spiega il Sole “4Ore – non è un sondaggio elettorale, perchè non tiene conto di candidature alternative, ma chiede ai cittadini di esprimere in modo secco, in termini di disponibilità potenziale al voto, un giudizio su chi amministra la loro città”.