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Sfida a due per l’Ilva. Emiliano: Taranto peggio di Terra dei fuochi, qui lo Stato inquina e fa ammalare la gente

Tutto secondo copione per l’acquisto dell’Ilva. I commissari straordinari dell’azienda in Amministrazione Straordinaria, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, hanno ricevuto le offerte dei soggetti interessati a rilevare le attività del Gruppo Ilva, come previsto dal DL 98 del 2016. Come, ormai noto, i soggetti che hanno presentato le offerte corredate dalla documentazione richiesta sono Am Investco Italy srl (ArcelorMittal-Marcegaglia) e AcciaItalia (Cdp Equity-Arvedi-Delfin). I Commissari comunicheranno al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, la presentazione dei Piani Ambientali per l’esame preliminare da parte del Comitato degli Esperti, costituito in base allo stesso DL 98.


Secondo la procedura il Comitato dovrà entro 120 giorni completare l’esame dei Piani, al termine del quale i Commissari negozieranno con i proponenti il contratto definitivo. Le buste con le offerte economiche ed il Piano Industriale, presentate dai due raggruppamenti, sono state segretate e non saranno aperte fino al termine dell’esame ambientale.



Ma non è questa l’unica novità, benchè annunciata, sulla vicenda Ilva. Nel pomeriggio il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e i rappresentanti dell’Asl di Taranto (il dg Rossi con i responsabili Dipartimento di prevenzione e Registro tumori, Conversano e Minerba) sono intervenuti in audizione dinanzi alle Commissioni parlamentari Ambiente e Attività Produttive, in sede di conversione del X decreto “salva Ilva”.

Michele Emiliano

Michele Emiliano

Secondo Emiliano “il decreto ha diversi punti opinabili sia dal punto di vista delle scelte politiche, sia dal punto di vista della costituzionalità. L’elemento più importante sta nella proroga dei termini per la ambientalizzazione. La Corte costituzionale, con riferimento ai precedenti decreti, aveva chiaramente detto che il sacrificio del diritto alla salute poteva essere accettato a condizione di rispettare il termine previsto dai precedenti decreti. Il termine viene ulteriormente allungato, e addirittura il privato che si aggiudica la fabbrica, potrebbe chiedere un ulteriore allungamento del termine per l’adeguamento del piano ambientale. Questo significa rinviare troppo in là la cessazione dei rischi per la salute”.


Emiliano ha evidenziato, inoltre, che il “decreto non contiene nessuna indicazione all’acquirente della fabbrica per la cosiddetta decarbonizzazione. Cioè per  il progetto di azzeramento della sua pericolosità. Si rende ancora possibile l’utilizzo del carbone, che è la fonte delle diossine, degli Ipa, dei Pcb che poi con le poveri sottili dei parchi minerari portano le sostanze cancerogene nei polmoni e in generale nella vita dei miei concittadini”.

La terza questione sollevata da Emiliano “è la totale estromissione della Regione Puglia dai controlli sulla qualità ambientale. Nell’attuale formulazione del decreto addirittura sono estromesse l’Arpa e l’Ispra, quindi le strutture regionali e nazionali di controllo dell’ambiente, sostituite da un comitato di tre esperti che dovrebbero validare la compatibilità ambientale delle offerte dei nuovi acquirenti. Tutto questo è assolutamente inaccettabile”. Il presidente della Regione, inoltre, ha chiesto “che la sanità tarantina non sia soggetta alle regole ordinarie sui divieti di assunzione e che si possano assumere persone oltre il livello prescritto e sia possibile allo stesso modo assumere presso l’Arpa senza i limiti previsti negli altri luoghi d’Italia e che quindi venga considerato il caso speciale della situazione di Taranto che è ben peggiore di quello della Terra dei Fuochi. Perché mentre nella Terra dei Fuochi l’inquinamento è stato provocato dalla mafia ed è per ora contingentato, cioè è quello ed è definito, qui l’inquinamento viene considerato necessario dallo Stato che quindi consente di inquinare e di far ammalare le persone perché l’impianto ha valore strategico per la produzione nazionale. Mi auguro che il Parlamento al di là della ragion di Stato, consideri la Costituzione come sua principale ispirazione e quindi consideri il diritto alla salute prevalente sul diritto alla produzione e sulle esigenze della produzione nazionale”.

Fortemente preoccupati per il futuro dell’azienda siderurgica sono Fim, Fiom, Uilm secondo cui entrambe le proposte di acquisto presentano “elementi di valutazione tali da generare non poche incognite circa la tenuta ambientale, occupazionale e sociale del territorio. E’ inimmaginabile che il nuovo assetto societario, così come nostro timore, possa condizionare le linee guida di un concreto e certo piano di risanamento per Taranto, e soprattutto per non correre il pericolosissimo rischio di ulteriori stravolgimenti al piano ambientale o addirittura ulteriori cambi di rotta, che inevitabilmente potrebbero condurre Taranto ed i lavoratori verso la catastrofe”.

Le segreterie di Fim, Fiom, Uilm hanno inviato alle Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati una richiesta di incontro per discutere ed entrare nel merito della piattaforma rivendicativa, annunciando che contestualmente alla data di inizio dei lavori di conversione della legge (12 luglio), si svolgerà un presidio dei lavoratori in piazza Montecitorio, Roma. Ulteriori iniziative sono previste nei giorni successivi “a sostegno delle proposte contenute nella piattaforma rivendicativa che metta al centro ambiente, salute e lavoro”. Previsto uno sciopero dei lavoratori dell’Ilva e dell’appalto nelle ultime 4 ore del primo turno  del 14 luglio 2016, in occasione della venuta a Taranto della Commissione dei parlamentari europei Envi con presidio presso la Prefettura di Taranto”.

 


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