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Sei di Taranto? Ma… di Taranto Taranto? Cimaglia risponde al Tarentum

Pubblicato | da Redazione

Cosa succede se un attore decide di raccontare la sua città in un monologo brillante con tutta la passione possibile? Cosa succede se quella città è Taranto, di cui oggi arriva un’immagine a senso unico? Il racconto diventa riscatto e il teatro diventa occasione di riscoperta di un territorio attraverso l’ironia e la riflessione.

Taranto come non l’avete mai sentita raccontare, la Taranto della bellezza, dei due mari, dell’arte. Un monologo comico nato per chi è di Taranto, perché si riconoscerà, si ritroverà nei modi di dire, negli aneddoti, nelle storie ma anche un monologo comico che entra nel cuore di chi non è di Taranto, un atto d’amore, una storia raccontata con partecipazione e intelligenza sottile che fa sentire Taranto “come un pezzo di noi stessi”, dicono gli spettatori.

“Sei di Taranto? Ma… di Taranto Taranto?”: una domanda che ogni tarantino fuori sede si è sentito fare, ed è successo molto spesso anche a Massimo Cimaglia che si definisce “in tournée da 33 anni”. L’attore ha voluto rispondere con ironia in un monologo brillante che, ad un anno esatto dal suo debutto a Taranto nel marzo 2016, torna nella ‘sua’ città, approdando all’auditorium Tarentum il 29 marzo 2017 alle ore 21. Cimaglia attraverserà ancora una volta umoristicamente Taranto, i suoi abitanti e il suo dialetto, giocando su modi di dire, virtù, bellezze, difetti e contraddizioni. Lo farà con impressioni, spunti e aneddoti autobiografici. In un clima di grande divertimento – lo spettacolo risulta così un vero atto d’amore di chi ha lasciato la propria città ma grida con orgoglio il suo forte legame: sì, sono di Taranto Taranto!

Accolto con simpatia e commozione dai tarantini fuori sede, a Roma e a Bologna, lo spettacolo diventa anche l’occasione – per chi tarantino non è – di lasciarsi affascinare da una città tutta da scoprire e riscoprire, l’invito a visitare Taranto e ad apprezzarne le bellezze, la storia, la cultura, il mare, l’enogastronomia.
Così, grazie ai racconti e alle riflessioni non solo ironiche di Massimo Cimaglia, che è accompagnato dalle musiche di Fabio Lombardi, è tra il riso e la commozione che ogni spettatore può intraprendere il suo viaggio verso Taranto, la città dei due mari.
L’interpretazione di “Terra mia” è di Domingo Stasi.
Dalla 20.30 verrà offerta una degustazione enogastronomica a cura della Tenuta Zicari.


Info e prenotazioni
392/3096037
Biglietti: platea 10 euro; galleria 8 euro