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Edilizia scolastica, la ‘denuncia’ del Ferraris

Pubblicato | da Michele Tursi

“Le risorse per l’edilizia scolastica ci sono, ma la Provincia di Taranto non utilizza tutte le possibilità a sua disposizione e non rispetta quanto previsto dagli atti ufficiali firmati dallo stesso ente”.

E’ questa, in sintesi, la denuncia del preside del liceo Ferraris Marco Dalbosco che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa cui hanno partecipato anche i docenti ed i rappresentati degli studenti. Una denuncia chiara, netta, ma “costruttiva” ha precisato il dirigente scolastico che con l’ausilio di slide e dati molto circostanziati ha documentato una serie di inefficienze della Provincia.
“E’ vero che la riforma Delrio – ha spiegato – ha sottratto numerose risorse finanziarie a questi Enti, ma è anche vero che la Provincia di Taranto ha utilizzato solo 702mila euro della prima annualità del Piano triennale regionale per l’edilizia scolastica, a fronte di una disponibilità massima di 3,5 milioni di euro che le altre province pugliesi hanno sfruttato molto meglio. A Taranto sono stati presentati solo quattro progetti e ignoriamo i criteri con cui sono state scelte le scuole. In ogni caso abbiamo vanificato la possibilità di utilizzare altri 2,5 milioni di euro. Mi auguro che le cose vadano meglio per la seconda annualità relativa al 2016”.

Il preside del Ferraris Marco Dalbosco
Il preside del Ferraris Marco Dalbosco

La Provincia di Taranto non ha brillato nemmeno in ordine alla progettazione di scuole innovative, possibilità prevista dalla cosiddetta legge sulla “buona scuola”. Alla Puglia era stata assegnata una dotazione complessiva di 21,8 milioni di euro. “Per usufruire di queste risorse – ha spiegato il preside Dalbosco – sarebbe bastato inviare una semplicissima manifestazione di interesse. Ma anche questa volta nè la Provincia, nè i comuni hanno inviato progetti. Se ci avessero interpellato, avremmo sicuramente offerto il nostro contributo di idee e proposte”.
Ma l’episodio più grave riguarda nello specifico il liceo Ferraris (1200 studenti, oltre 100 dipendenti). La struttura scolastica è dislocata su due poli: quello di via Abruzzo (Quinto Ennio) e quello di via Mascherpa che a sua volta utilizza due sedi distaccate e private della vicina Santa Teresa. Allo scopo di razionalizzare l’utilizzo degli immobili, risparmiare i canoni (circa 25mila euro all’anno), ottimizzare i servizi didattici, il dirigente del Ferraris ha proposto che al liceo fosse assegnata un’ala del Pitagora inutilizzata per il calo delle iscrizioni in quell’istituto.
Dopo una lunga trattativa il 6 agosto del 2015, liceo Ferraris e Provincia siglano un decreto che accoglie la richiesta del dirigente scolastico. Il trasferimento sarebbe dovuto avvenire entro l’1 settembre scorso. “La realtà, invece, è ben diversa – ha detto il preside – ed a tutt’oggi il trasferimento non è avvenuto, i lavori non sono stati effettuati. Anzi, paradossalmente, è stata riproposta l’ipotesi del trasferimento del Ferraris presso l’istituto Salesiani di cui si era discusso in maniera molto superficiale a gennaio del 2015 senza pervenire ad alcuna decisione concreta. Mi auguro che con il nuovo anno, la Provincia dia finalmente corso a quanto previsto dal decreto. Anche perchè la sede di via Mascherpa fa parte del Garr (Gruppo per l’armonizzazione delle reti della ricerca) e sarà cablata con la fibra ottica. Ovviamente ciò ha un costo e abbandonare questo edificio dopo averlo infrastrutturato, sarebbe un ulteriore e gravissimo spreco di risorse pubbliche.  Con questa conferenza stampa spero di smuovere la Provincia di Taranto ed il suo presidente dal torpore che ne ha caratterizzato l’attività in tema di scuola nel 2015”.

“Sosteniamo il dirigente scolastico e lo affiancheremo in questa battaglia”. Cosi ì rappresentanti degli studenti del Ferraris, Alberto Iezza, Giulia Settembrini, Domenico Salerno, Giulia Di Palma. “Un mese fa – scrivono – abbiamo effettuato un blitz in Provincia per ottenere risposte sui motivi per i quali non era ancora stato effettuato il trasferimento delle classi. Ci sono state date spiegazioni non compravate da alcun atto ufficiale secondo le quali la responsabilità era del nostro preside. Tutto ciò è stato smentito dai documenti mostrati oggi nel corso della conferenza stampa. Basta menzogne. Continueremo questa battaglia con rispetto e determinazione finchè non otterremo ciò che un decreto ha già assegnato”.