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Sanità, dossier sul caso Taranto

Pubblicato | da Redazione

Il Comitato Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia un dossier a più firme. E’ quanto emerso al termine del tavolo tecnico pubblico svolto ieri (18 aprile 2016) nell’auditorium dell’Ospedale Moscati di Taranto.

Hanno  partecipato l’ematologo Patrizio Mazza, l’oncologo Salvatore Pisconti, il direttore dell’Asl di Taranto Stefano Rossi, l’epidemiologo Sante Minerba, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto Michele Conversano e il direttore sanitario Maria Leone.  E’ stato raggiunto un accordo con l’Asl di Taranto e i medici presenti all’incontro, spiegano dal comitato – per sottoporre alla Regione Puglia “un documento firmato e condiviso sulle criticità delle strutture ospedaliere di Taranto e le gravi carenze di organico che si ripercuotono sui servizi offerti ai cittadini. L’urgenza del documento va nell’ottica del superamento dell’approvazione del piano di riordino, senza la quale non si sbloccano i fondi per le assunzioni“.
Un passo importante che impegna non solo il Comitato ma la cittadinanza attiva e soprattutto Asl e medici nella denuncia di una situazione che merita un intervento “concreto e veloce perché Taranto non può più aspettare. Gli ammalati non possono più aspettare. L’emergenza è ora e l’ospedale San Cataldo è ancora un progetto che chissà quando e se troverà attuazione. In ogni caso ci vorranno anni e nel frattempo gli ammalati e le famiglie continueranno a subire queste gravi mancanze nonostante, e lo sottolineiamo, l’eccellenza umana e professionale delle equipe mediche nei reparti del Moscati”.
Il Comitato Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, “nel tentativo di agire – come sempre – per migliorare il futuro di tutta l’utenza tarantina, ha chiesto il potenziamento delle strutture esistenti come già fatto con la campagna RST (esenzione ticket straordinaria per tutti i cittadini che rischiano di ammalarsi a causa dell’inquinamento) e dopo il sit-in dello scorso 2 gennaio proprio dinanzi all’ospedale Moscati”. E mentre il piano di riordino è stato prorogato per consentire alle strutture di definire il bilancio, per permettere alla Puglia di non perdere 500 milioni di premialità (cifra della quale i Liberi e Pensanti vorrebbero conoscere la destinazione d’uso) “il Comitato è riuscito ad ottenere un importante risultato, cioè portare dalla parte della cittadinanza attiva anche i responsabili dell’Asl di Taranto e i medici – impegnati quotidianamente nella cura di pazienti che purtroppo sono in costante aumento – per realizzare e firmare un documento congiunto che potrebbe accelerare gli aiuti che occorrono da subito per migliorare i servizi della sanità. Documento al quale si comincerà a lavorare già oggi, perché la Regione Puglia e il Ministero della Salute devono intervenire su strutture che sono in affanno a causa della carenza di risorse umane. Occorre potenziare la prevenzione e la qualità della cura”

I Genitori Tarantini scrivono al prefetto

Sempre oggi, è stata inviata al Prefetto di Taranto, Umberto Guidato, una lettera a firma dei Genitori tarantini, “nella speranza che il prefetto ponga l’attenzione dovuta alle problematiche ambientali e alle emergenze sanitarie che vive l’intero territorio ionico. Il richiamo alla prima parte della Costituzione italiana “indica le violenze perpetrate ai danni della provincia e di tutti i suoi abitanti grazie a decreti legge che non tengono in considerazione le priorità di un intero popolo, in quanto mirati solo a non troppo chiari interessi nazionali commentano i I Genitori Tarantini che chiudono la loro missiva con la richiesta di un incontro “per confrontarsi e valutare una eventuale collaborazione tra cittadini ed Istituzioni. Di seguito. Ecco il testo integrale:

“Signor Prefetto di Taranto,

il libro della Costituzione italiana, nella parte che riguarda i “principi fondamentali”, è la cosa più bella che mai mente abbia potuto pensare e mano scrivere. E’ talmente bella e perfetta che mai si potrà modificarne una parte, addirittura anche una sola parola.

Viene intitolata “Principi fondamentali” perché da questi articoli nasce e si sviluppa l’intera Nazione, come solide fondamenta di una casa preziosa.

Sono solo 12 articoli, nei quali spesso si richiamano i doveri che la Repubblica italiana ha nei confronti dei cittadini tutti.

Nell’articolo 2, la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Nella prima parte dell’articolo 3, si dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

L’articolo 9 ci spiega che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. In più, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

E, per finire, nell’ultimo articolo, il dodicesimo, la Costituzione ci ricorda che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Una bandiera, Signor Prefetto, non è solo un simbolo atto a fare riconoscere una nazione; è qualcosa di più. E’ appartenenza, senso di comunità e di solidarietà. E’ composta, si legge, da tre bande verticali di eguali dimensioni. E’ qualcosa che valorizza ancora di più i precedenti articoli. Non avrebbe avuto senso, altrimenti, inserirlo tra i fondamentali principi, non crede?

Signor Prefetto, a Taranto quella bandiera non ha più tre bande di eguali dimensioni e non ha più quei tre colori che tutti conosciamo, sporcata come tutti i tarantini da polveri velenose che ne hanno mutato i colori, ne hanno nascosto l’alto significato simbolico.

Gli articoli che abbiamo voluto ricordare vengono quotidianamente, da anni, disattesi proprio da chi ne dovrebbe tutelare la credibilità e dirigere la propria attività verso il rispetto di questi.

Nove decreti legge hanno sotterrato sotto polvere ferrosa il lavoro della Magistratura tarantina che tentava solo di fare rispettare le vigenti normative. Nove decreti legge hanno ucciso la dignità, a parte la salute, dei tarantini. Nove decreti legge hanno indegnamente ostacolato quella tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico, anteponendo l’interesse di pochi a scapito dell’intera Comunità tarantina. Nove decreti legge hanno offeso, forse in maniera definitiva, la dignità di una tra le più antiche e belle città dell’Italia intera. Un accanimento inconcepibile, insopportabile! La realtà di Taranto non è solo il de profundis di una gloriosa città. La realtà ci presenta morti, malattie e disoccupazione galoppante. Morti, malattie e disoccupazione a norma di legge.

La cecità di chi governa la nostra nazione presenta un conto troppo salato, un conto che la Comunità tarantina non è più disposta a pagare. Le forzature alle quali la nostra città è stata costretta sanno di demoniaco.

In qualità di rappresentante del Governo, La invitiamo ad agire per il bene della Provincia che è stato chiamato a tutelare. Le chiediamo un incontro per considerare insieme le criticità del territorio. Lo chiediamo da semplici cittadini, da genitori e da figli di Taranto a Lei, unica vera appendice dello Stato nella nostra provincia. In attesa di una Sua positiva risposta, porgiamo cordiali saluti”.