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Salva Ilva, immunità per chi compra e addio bonifiche. Spallata alle speranze di Taranto

Pubblicato | da Redazione

“Con il decimo decreto salva Ilva chi acquisterà l’acciaieria avrà l’immunità penale, non sarà obbligato a fare le bonifiche, potrà cambiare il piano ambientale e sanitario e per ultimo si concede ulteriore proroga di 18 mesi per la realizzazione delle prescrizioni ambientali e quindi strettamente connessi alla salute, in questo modo si da’ una spallata definitiva alle fondamenta dell’ordinamento giuridico italiano”.

Lo dichiara Angelo Bonelli della federazione dei Verdi che aggiunge “a Taranto sapevamo che il diritto alla salute era stato sospeso ma che si arrivasse anche a garantire l’immunità penale agli acquirenti come previsto dall’art.1 comma lettera b all’articolo, è un qualcosa che non ha alcun precedente in Europa e in nessun paese democratico. Nel decreto – continua l’esponente dei Verdi, si modifica l’art.253 del codice ambientale che impone alla proprietà dello stabilimento le bonifiche, in questo modo nessuno farà le bonifiche a Taranto dai terreni ai fondali marini in un territorio dove a causa dell’inquinamento non si può pascolare per un raggio di 20 km”.

Secondo l’esponente dei Verdi “la proroga di ulteriori 18 mesi delle già blande misure ambientali, provocherà un’ennesima sospensione del diritto alla salute dei cittadini che da decenni respirano inquinanti e metabolizzano diossine. Perché- conclude Bonelli-continuare a guardare al passato per non investire nel futuro come accaduto a Bilbao, Pittsburgh o alla Ruhr dove dalla conversione industriale in chiave ecologica sono stati prodotti centinaia e centinaia di migliaia di posti di lavoro?”

Sul decimo decreto salva Ilva, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e da oggi in vigore intervengono anche Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti di Peacelink. “Il testo – scrivono – è fantascienza del diritto. Infatti estende l’immunità penale, già prevista per i commissari, anche all’aggiudicatario. PeaceLink invita tutte le forze che si battono contro le modifiche alla Costituzione a dichiarare esplicitamente la loro contrarietà a questo decreto abnorme che sospende a Taranto le tutele non solo della Costituzione ma del diritto stesso. Oggi la lotta per i diritti costituzionali passa da Taranto”.