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Rubini in masseria, sotto le stelle di San Lorenzo
La “notte delle stelle”, ovvero quella di San Lorenzo, in masseria in compagnia di Sergio Rubini (la nostra intervista all’attore – Taranto, maggio 2019) e di un gruppo di musicisti.
Appuntamento nella Quis ut Deus di Crispiano. Il noto regista e attore pugliese Sergio Rubini sul palco per uno spettacolo tra declamazione e musica con Martino De Cesare alla chitarra, Tony Semeraro al pianoforte, Franco Esposito al basso e Francesco Lomagistro alle percussioni. Il prezzo del biglietto per lo spettacolo (sabato 10 agosto) è di 20 euro e comprende una degustazione enogastronomica. Inizio alle 21.30. Organizzazione Green Academy Music & Art.
Sergio Rubini è uno dei principali personaggi del cinema italiano del nostro tempo. Il suo ultimo film, “Il grande spirito” è stato girato interamente a Taranto. Attore e regista dal carisma inconfondibile, Sergio Rubini ha sempre prediletto il cinema dai temi profondi e mai scontati. Nato a Grumo Appula nel 1959, amante del teatro, nel 1978 si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico, abbandonando però i corsi già al secondo anno. Lavora in teatro con Enzo Siciliano ed Ennio Coltorti. Nel 1987 viene notato dalla critica cinematografica, grazie al grande regista Federico Fellini che lo vuole nel film “Intervista”, nei panni di un giornalista. Un anno dopo lo troviamo in “Treno di Panna”, dall’omonimo romanzo di Andrea De Carlo, mentre nel 1989 è diretto da Sergio Citti in “Mortacci”. Nel 1990 la prima esperienza da regista con “La stazione”, insieme a Margherita Buy ed Ennio Fantastichini, tratto dall’omonima opera teatrale di Umberto Marino. Il film riscuote successo, conquistando anche il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Del 1993 è la volta de “La bionda” con Nastassja Kinski, poi di seguito “Prestazione straordinaria” (1994), “Il viaggio della sposa” (1997) e “Tutto l’amore che c’è” (2000).
Intanto nel 1992 è il fratello di Verdone e di Francesca Neri in “Al lupo al lupo”, e, nel 1994, è un giovane poliziotto nel bellissimo “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore, con Roman Polanski e Gerard Depardieu. Per Gabriele Salvatores recita in “Nirvana” (1997) insieme a Christopher Lambert, “Denti” (2000) ed “Amnesia” (2002). Sempre nel 2002 lavora con Luigi Lo Cascio in “Mio cognato” di Alessandro Piva, mentre nel 2003 dirige “L’anima gemella”. Nel 2004 partecipa al kolossal “La Passione di Cristo” di Mel Gibson realizzando nel frattempo la regia de “L’amore ritorna”. Nel 2006 trionfa con il suo capolavoro “La terra”, con Fabrizio Bentivoglio e Claudia Gerini, che ripercorre ancora un viaggio, tracciato più volte, nella cultura meridionale. Come attore è nel cast di “Manuale d’amore” (2005) e “Manuale d’amore 2” (2007), di Giovanni Veronesi “Commedia sexy” (2006) di Alessandro D’Alatri, nel comico “No problem” (2008), di Vincenzo Salemme. Nel 2008 dirige Riccardo Scamarcio nel thriller “Colpo d’occhio” (2008), e nel 2009 è di nuovo alla regia in “L’uomo nero”. Nel 2010 torna a recitare nella commedia “Tutto l’amore del mondo” con Nicolas Vaporidis, e regala un cameo nella pellicola corale “Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso”. Partecipa inoltre al film con Antonio Albanese “Qualunquemente” (2011), diretto da Giulio Manfredonia. Nel 2012 viene scelto dalla regista di “Cosmonauta”, Susanna Nicchiarelli per il film “La scoperta dell’alba”, che vede protagonista Margherita Buy a colloquio con se stessa. Ma l’anno dopo si mette dietro la macchina da presa per la regia della commedia “Mi rifaccio vivo”. Non rinuncia a fare l’attore poi in “L’ultima ruota del carro” di Giovanni Veronesi, e “Che strano chiamarsi Federico”, di Ettore Scola, piccolo ritratto di Federico Fellini, presentato durante la settantesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 2019 racconta poeticamente una Taranto vera e malinconica in “Il grande spirito”.