Rousseau, il voto di oggi senza un vero perché

Rousseau, il voto di oggi senza un vero perché

Perché. Manca la domanda e di conseguenza la risposta. Perché confermargli la fiducia e, dunque, perché mai non confermargliela.


Manca un perché a supporto del suffragio on line in corso, oggi sino alle 20 sulla piattaforma Rousseau, dove gli iscritti  M5S possono rispondere ad un quesito laconico: “Confermi luigi Di Maio capo politico del M5S?“, interrogativo breve che somiglia tanto ad un’esortazione chiusa dal più retorico dei punti interrogativi.



Manca il perché, si diceva, che in politica è la fine ed è l’inizio delle cose. Manca insomma la politica, stenta l’analisi, non esiste una tesi. Men che meno viene da attendersi una sintesi di quanto avvenuto nell’ultimo anno del quale il 26 maggio rappresenta la somma che non ha fatto il totale.  Perché si sta svolgendo questa consultazione? Di Maio ha sbagliato tutto… Di Maio non  ha sbagliato alcunché? Cosa ha sbagliato Di Maio?  Cosa non ha sbagliato? Perché non aprire un dibattito interno a M5S invece di ostentare una consultazione sprovvista del cuore della vicenda? Perché confermare al capo politico la propria fiducia? Perché non confermarla? Infine, il perché dei perché: confermare fiducia per fare cosa? Non confermarla per dove andare? Quale strada traccerebbe Di Maio, che tipo di rapporto andrebbe a configurare con il gigantesco alleato di Governo che appena 365 giorni fa era la metà di se stesso? Un voto inutile, quello di oggi, se non c’è un vero perché. Giusto ascoltare la base. Ascoltarla, appunto. Confrontarsi. Solleticarne la suggestione è altra cosa.  La domanda da porsi era e resta una sola: dove va il M5S? Ma a pensarci bene si tratta di un voto virtuale. Niente di più vero.


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