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Romandini sfida Bonelli: “Il passato resta, candidati a Taranto”

Pubblicato | da Redazione

“Dopo essere rimasto in vita grazie anche alle sciagure di Taranto, ora il “Sole che ride” salta sul treno del Pd e intraprende un nuovo viaggio. In democrazia ogni scelta è legittima e va rispettata, ma il passato resta. Non si dimentica”. Il promemoria per i Verdi di Taranto è firmato da Luigi Romandini, già candidato sindaco indipendente e ora presidente di Pietre Vive per Taranto. L’ex dirigente della Provincia non si sorprende di quanto sta accadendo nel partito ecologista, ma si sofferma a valutare alcuni aspetti.

“La politica italiana – scrive in una nota – ci ha abituato a tutto: ribaltoni, colpi di scena, giravolte, pentimenti e conversioni. Per alcuni il “bello” sta proprio nella imprevedibilità di certe scelte, altri ne prendono atto con rassegnazione, altri ancora si fermano a riflettere. Riflettiamo un po’, dunque, sulla decisione dei Verdi di candidarsi al fianco del Pd alle elezioni politiche della prossima primavera. Il leader del partito ecologista, Angelo Bonelli, dal 2012 è uno dei protagonisti della vita politica cittadina: candidato sindaco nel 2012, capolista alle ultime amministrative. Una bandiera della “rivoluzione gentile” che avrebbe dovuto liberare Taranto dall’oppressione dei fumi della siderurgia e dai partiti di governo (Pd in testa) che quel modello industriale hanno tenacemente difeso a colpi di decreti legge”.

Il passato resta, ricorda Romandini. “Durante la campagna elettorale per le amministrative 2017  che mi ha visto competere come unico candidato sindaco realmente civico e libero dai partiti, pronosticai pacatamente e civilmente l’avvicinamento al Pd che stava compiendo Bonelli con il partito dei Verdi. Apriti cielo! Le mie parole fecero inorridire qualche irritabile sacerdotessa e qualche riccioluto quanto sgrammaticato valletto che non esitarono ad accusarmi di diffamazione.
A distanza di sei mesi la mia lettura politica ha trovato conferma ed ora è Bonelli a lamentarsi di attacchi violenti. Non è mio stile imbarbarire il confronto: in politica ci sono avversari che vanno sempre rispettati, mai nemici da combattere. Quelle sacerdotesse e quei valletti avrebbero meritato una mia querela, ma ho preferito aspettare ed è stato proprio Bonelli a sbugiardarli annunciando la sua candidatura al Parlamento al servizio del Pd”.

In chiusura la stoccata finale di Romandini. “Bonelli – afferma il presidente di Pietre Vive – nelle ultime elezioni comunali è stato capolista non eletto (con poco più di 600 voti), di una lista contrapposta al Pd, adesso, però, non vuole candidarsi a Taranto. Perchè? I tarantini non capirebbero o, forse, hanno già capito tutto? Io, invece, invito Bonelli a candidarsi a Taranto e sono pronto a sfidarlo nell’uninominale. Concludo augurando buon Natale a tutti i tarantini, soprattutto a quelli che non vogliono più farsi colonizzare e strumentalizzare”.