Sul Pezzo
Ritrovata dopo 40 anni una preziosa maiolica laertina del ‘600
Dopo quasi quarant’anni è stata ritrovata una preziosa maiolica laertina del 1600. Era stata trafugata dalla cripta del santuario “Mater Domini” di Laterza, in provincia di Taranto, il 23 settembre del 1970. E’ stata recuperata a Roma dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari (TPC). Da stasera la mattonella votiva raffigurante i santi Pietro e Paolo torna nella sua “casa”. La consegna direttamente nelle mani di monsignor Claudio Maniago, vescovo della Diocesi di Castellaneta.
La consegna avverrà in occasione di una giornata liturgica e di un evento culturale denominato “I Capolavori della maiolica Laertina, la grande targa dei Santi Pietro e Paolo torna a casa” con la dottoressa Eugenia Vantaggiato, segretario regionale per i Beni Culturali e l’architetto Maria Piccarreta, Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Lecce – Brindisi – Taranto.
L’indagine ha preso avvio dalla segnalazione di uno studioso di maioliche in ceramica ai Carabinieri del TPC di Bari. Questi ha segnalato la presenza di una foto della mattonella in una pubblicazione riguardante la produzione di maioliche di Laterza nel‘600. La successiva comparazione dell’immagine con quelle della Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, ha permesso di individuarne la provenienza illecita e di acquisire la documentazione relativa al furto (durante il quale erano stati asportati anche altri beni), nonché le foto e le schede tecniche descrittive delle opere da ricercare, redatte dalla Soprintendenza.
Sulla base delle informazioni raccolte, anche in collaborazione con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, sono state esperite le ulteriori attività che hanno permesso di identificare, a Roma, il possessore del bene, che si presentava come collezionista, ma in realtà era un mercante d’arte privo di ogni titolo abilitativo. Nel corso della perquisizione veniva rinvenuta e sequestrata la mattonella ricercata. Questo ritrovamento, dimostra come, anche a distanza di circa 40 anni dal furto, la catalogazione di un bene culturale sia di fondamentale importanza per risalire ai legittimi proprietari e restituire così, alle comunità di origine, una preziosa testimonianza della loro storia ormai creduta dispersa.