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Regione Puglia, Emiliano perde pezzi. Il dissenso arriva da Taranto

Pubblicato | da Redazione

La maggioranza di centrosinistra alla Regione Puglia perde pezzi. A creare qualche problema a Michele Emiliano sono due consiglieri tarantini: Gianni Liviano e Mino Borraccino. Il primo, all’indomani della nomina del nuovo presidente dell’Aqp, ha deciso che voterà in aula “senza preclusione alcuna verso le decisioni della maggioranza, ma senza vincolo di appartenenza”. L’altro ha ufficialmente annunciato l’uscita dalla maggioranza. Riportiamo, di seguito le rispettive posizioni.

Gianni Liviano – “Da acerrimi rivali a grandi amici. Da competitors per la scelta del sindaco di Bari a condivisori di percorso.
Da candidato sindaco l’uno del centro sinistra (poi eletto) e l’altro del centro destra (sindaco uscente e poi non rieletto) a presidente della Regione l’uno e presidente dell’Acquedotto Pugliese l’altro. Apprendiamo dalla stampa della nomina del dott. Di Cagno Abbrescia a presidente dell’Acquedotto Pugliese.  Una nomina annunciata in verità. Qualche mese desto’ infatti interesse (mediatico e sui social) un video in cui veniva ripresa una telefonata della moglie del dott. Di Cagno in cui si annunciava questa probabile nomina, raccontandola come “una promessa” del Presidente Emiliano. Le promesse vanno mantenute: e cosi’ è stato.

Nel rispetto per la figura del dott. Di Cagno, in verità fa davvero specie e preoccupa non poco questo atteggiamento ondivago del presidente Emiliano che da un lato vuole fare il governo con i 5 stelle e dall’altro nomina ai vertici dell’Acquedotto un autorevole esponente del centro destra barese. Un pout pourri in cui vale tutto e il contrario di tutto. Un pout pourri in verità in perfetta continuità con un atteggiamento, ormai divenuto prassi, in cui il presidente, sempre più impegnato in una gestione solitaria del governo regionale, appare visibilmente più concentrato in una continua ricerca di consensi da ruolo e da potere, ignorando completamente la condivisione di valori e mortificando la visione politica e la prospettiva di futuro.

Sembrerebbe che in questo permanente esercizio di potere Emiliano stia visibilmente dimenticando la necessità di costruire risposte concrete ai bisogni reali della nostra regione. Abbiamo un forte timore che un progetto in cui abbiamo creduto e per il quale abbiamo messo la faccia, si stia progressivamente trasformando in un circo barnum in cui il regista Emiliano rende possibile tutto e il contrario di tutto. Da parte nostra, valuteremo di volta in volta l’opportunità di votare a favore o contro i provvedimenti proposti a seconda di quanto gli stessi siano, a nostro parere, utili alla comunità pugliese e a quella tarantina in particolare. Senza preclusione alcuna verso le decisioni della maggioranza, ma senza vincolo di appartenenza”.

Mino Borraccino – “Nel corso della conferenza stampa di oggi ho spiegato con dovizia di particolari le ragioni per cui esco insieme al mio partito, Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, dalla maggioranza in Consiglio regionale. Non usciamo dalla maggioranza solo per la nomina a Presidente di AQP di Simone Di Cagno Abbrescia, leader e deputato di Forza Italia in Puglia oltre a essere stato già sindaco di Bari. Quest è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Usciamo convintamente perché da due anni oramai non condividiamo più le scelte politiche/amministrative del presidente Emiliano. Sanità, Rifiuti, Agricoltura, Acquedotto, Aeroporti, Caporalato, privatizzazioni in sanità, Sanità-service, randagismo, gara per mense ospedaliere, esternalizzazioni per servizi universitari, neo borbonismo, CoReCom, mancata attuazione legge 194/78, sono solo alcuni dei più importanti temi che ci hanno visto contrapposti alle decisioni prese da Emiliano.

Il Presidente Emiliano si è rivelato in modo definitivo il principale agente del trasformismo nelle scelte di governo, una scelta lucida, accompagnata da una deriva esplicita verso la privatizzazione di assetti strategici di competenza regionale. Eppoi le nomine, insopportabili, politicamente parlando per noi di sinistra, di personale politico della destra. Ma vado con ordine: uno dei primi atti fu la nomina di Schittulli, candidato nel 2015 alla carica di governatore per il centrodestra, come esperto per i problemi dalla Sanità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si procede, lentamente ma decisamente, verso la privatizzazione di pezzi della sanità pubblica, posti letto di neurochirurgia e centri risveglio. Saverio Tammacco, ex Consigliere provinciale del centrodestra, è stato nominato nel CdA di Puglia Sviluppo. Francesco Spina, ex Sindaco di centrodestra di Bisceglie, è stato collocato nel CdA di Innovapuglia. Alfredo Borzillo, anch’egli di provenienza centrodestra, ex consigliere provinciale di Forza Italia è stato nominato Commissario di quattro consorzi di bonifica. Fabrizio D’Addario, Forza Italia, è stato nominato presidente del CdA di Innovapuglia; dimessosi a seguito di un’indagine a suo carico, è stato poi ripescato come Amministratore unico di Sanitaservice Bari.

L’elenco potrebbe continuare con altre postazioni di sottogoverno. Ma non voglio farla lunga. Il senso che accomuna queste azioni è non tanto il fatto che trattasi di scelte fatte in perfetta solitudine, con la logica dell’uomo solo al comando (logica che Emiliano contesta a Renzi, ma che egli ripete pari pari qui, in Regione Puglia), quanto il fatto che la direzione complessiva dell’operato di questa Presidenza si iscrive nel trasformismo più sfacciato che si ricordi della storia dell’Ente. Il metodo Emiliano in tal senso lo abbiamo visto all’opera e solo un ingenuo, infatti, può aspettarsi che la nomina di Di Cagno Abbrescia a Presidente di AQP vada in direzione del rafforzamento dell’idea di acqua come bene pubblico, bene comune.

In questo quadro desolante, le cui conseguenze nefaste non abbiamo mai mancato di segnalare, non era più sostenibile e spiegabile la presenza di una forza di Sinistra in maggioranza. Emiliano vuole una maggioranza/pastone, senza una visione di prospettiva, senza scelte compatibili con una logica almeno genericamente progressista, in cui può esserci chiunque, purchè gli dichiari fedeltà e si accontenti di qualche pezzettino di sottogoverno. La cifra che ha caratterizzato finora la gestione di governo di Emiliano è il completo capovolgimento della logica di centrosinistra, per la quale è stato eletto Presidente. In tal modo ha messo la pietra tombale sulla “primavera pugliese”. Recuperiamo ora piena libertà di di azione, nell’interesse esclusivo dei Pugliesi, provando a costruire una nuova prospettiva di governo della Cosa pubblica di Sinistra per la Puglia.