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Recovery Fund, una grande opportunità per l’Italia

Pubblicato | da Redazione

In Italia arriveranno 208 miliardi di euro derivanti dal Recovery Fund. Come saranno utilizzati? Questa scheda di Fabio Rizzo offre una guida per comprendere cosa accadrà nei prossimi mesi.

Tentiamo di fare chiarezza sul pacchetto di programmazione finanziaria europea previsto a partire dal 2021.

Cos’è il Recovery Fund

E’ un fondo di recupero. Una sorta di paniere in cui confluiscono risorse derivanti da contributi dei Paesi europei e dall’emissione di Recovery Bond. Questi ultimi sono obbligazioni europee, che risparmiatori e investitori possono comprare per aiutare le nazioni in difficoltà a causa della crisi innescata dalla pandemia da coronavirus. 

In sostanza, l’Europa raccoglie denaro dagli investitori emettendo obbligazioni europee, cioè Recovery bond. Il denaro raccolto va nelle casse dell’Europa che lo redistribuisce ai Paesi in difficoltà concedendo prestiti. I Paesi (Italia compresa) restituiranno il finanziamento a tassi bassissimi a lungo termine (25-30 anni).

I recovery bond

Sono obbligazioni abbastanza sicure, a cui le agenzie di rating danno un’ottima valutazione. Queste sono obbligazioni garantite dal Bilancio Europeo. Investitori, banche, semplici risparmiatori e fondi di investimento interessati a comprarle hanno la certezza di una garanzia a livello europeo.

Recovery Plan

Si tratta dei progetti nazionali di riforme che ogni singolo Paese membro dovrà presentare a Bruxelles per ottenere gli aiuti del Recovery Fund . La scadenza per l’invio del documento alla Commissione europea per la valutazione è fissata ad aprile 2021.
 
In Italia sono state definite le linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che serviranno a spiegare come verranno spesi i 208 miliardi di euro in arrivo dall’Unione Europea: 127 miliardi sotto forma di prestiti e altri 81 come sovvenzioni. Il Recovery Plan è un’occasione unica per l’Italia per mettere in atto tutte quelle riforme che aspettano da tempo di essere attuate. La speranza è che l’Italia presenti un piano strategico credibile con riforme strutturali. Disperdere le risorse disponibili in rivoli improduttivi sarebbe un errore imperdonabile.

Nessuna cabina di regia o nessun gruppo di esperti può sostituirsi alle decisioni del Parlamento nelle sue funzioni costituzionali di conseguire il bene della collettività nel suo insieme. La strategia del Governo attualmente è concentrata su sei missioni: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute.