Quel rudere da abbattere

Quel rudere da abbattere

Aggiornamento: Stasera ci ha contattati l’assessore al Patrimonio del Comune di Taranto, Francesca Viggiano. ‘Quella struttura mai ultimata nel quartiere Salinella è di proprietà della Provincia’ ha precisato. Torneremo sull’argomento quanto prima, approfondendo e naturalmente cercando di capire come eventualmente l’ente proprietario possa recuperare o abbattere quel rudere abbandonato, da decenni,  in pieno quartiere Salinella. 


 

L’articolo pubblicato stamani. 



E’ al centro della Salinella, tra il Cep e la zona abitata più recente, di fronte alla tribuna dello stadio Iacovone e a pochi passi dalla facoltà di Economia Aziendale. E’ un pezzo enorme di cemento che sembra un pezzo di pane raffermo che nessuno vuole nemmeno toccare. Anche le vecchie impalcature arrugginite ne hanno preso le distanze, preferendo abbattersi. Sembra vogliano uscire da quel cantiere abbandonato a se stesso da decenni.

 

E’ al centro dell’area nella quale, stando alle schede propositive dei Giochi del mediterraneo 2026, che com’è noto si svolgeranno a Taranto, si incroceranno calciatori, pattinatori, cestisti e atleti delle arti marziali. Da sempre guardando quel rudere viene da pensare ad un silos mai nato. La sua forma tonda trae in inganno. Doveva essere l’auditorium, a quanto apre, del mai nato anche lui) complesso scolastico dove avrebbe dovuto trovare posto il liceo artistico, quel Lisippo adesso annesso al Calò, aule che fortunatamente hanno trovato posto e pace nei vecchi Salesiani di viale Virgilio, e che una decina di anni fa dissero no alla sede di via Deledda, a Tamburi. Non solo, il rudere della Salinella è collegato da una strada in salita al presidio Asl che serve il quartiere. Circondato da un fiume di acqua melmosa, vissuto a pieno titolo da topi e zanzare, insiste proprio accanto ad una sede sanitaria. E’ un omaggio alla salina che fu, probabilmente. 

Ma tutto questo oggi non importa, la genesi lascia il tempo che trova (più di 40 persi!!!) e la realtà supera qualsiasi immaginazione (farsi un giro per credere). Pare si tratti dell’ennesimo contenziosi irrisolto tra enti pubblici. Il Comune (o la Provincia, visto che la destinazione sarebbe stata quella di una scuola superiore) rispolveri le carte di quell’opera dal cassetto, le tiri fuori e convochi una bella conferenza di servizi o qualsiasi cosa torni utile ad abbattere quel silos che silos non sarebbe dovuto essere.  



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