“Quel maledetto Vronskij”, Piersanti racconta l’amore, la gelosia e il silenzio

“Quel maledetto Vronskij”, Piersanti racconta l’amore, la gelosia e il silenzio

“Perdonami, sono tanto stanca. Non mi cercare.” Solo questo lascia scritto Giulia, prima di scomparire nel nulla. E suo marito Giovanni, nella casa improvvisamente vuota, si sente un naufrago.


“Quel maledetto Vronskij” (Rizzoli), di Claudio Piersanti, in libreria dal prossimo 30 marzo, è un romanzo che dà nuova luce al concetto del prendersi cura l’uno dell’altra, la storia di un amore che trova la sua dimensione nel silenzio e nella tenerezza.



Giulia e Giovanni vivono un amore fatto di cose minime: la colazione al mattino, con le fette imburrate e la marmellata; un bacio volante prima di andare al lavoro e un altro più lungo la sera, quando lui torna dalla tipografia con le dita sporche d’inchiostro.

Una vita insieme. Una vita felice? Certo. O almeno, così credeva lui. Dopo la scomparsa, Giovanni cerca risposte. Guarda tra i libri di Giulia e dagli scaffali pesca il più voluminoso: Anna Karenina.

Comincia a leggere. E si convince che sua moglie abbia trovato un altro uomo, un amante focoso, un “maledetto Vronskij” appunto.


Geloso e amareggiato, si chiude in tipografia, deciso a creare una copia unica del capolavoro di Tolstoj: il suo ultimo pegno d’amore per Giulia.

Quando il mistero della scomparsa si svela, Giovanni capisce che c’è sempre qualcosa che ci sfugge, e tutto ciò che possiamo fare è smettere di averne paura.

Claudio Piersanti, ha vinto numerosi premi letterari: tra cui il Premio Viareggio (1997, con Luisa e il silenzio) e il Premio Selezione Campiello (2006, con Il ritorno a casa di Enrico Metz).


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