Taranto legge
Quel giorno in cui la maestra portò tanti libri in classe
Ricordo ancora il primo libro che mi è stato regalato: aveva delle belle immagini colorate e parlava di cinque amiche che vivevano nella stessa casa.
Avevo sei anni, frequentavo le scuole elementari e avevo una maestra il cui ricordo, ancora oggi, porto nel cuore.
La maestra Lidia era una persona che si lasciava amare da chiunque, anche da chi non era particolarmente portato per la scuola; amava condividere con noi alunni le sue avventure e le sue passioni, in particolare, una tra tante, era la lettura.
Un giorno la maestra, in accordo con una libreria, portò a scuola una grande varietà di libri: da “Robinson Crusoe” a “I vaggi di Gulliver”, “Cenerentola”, “Pinocchio” e tantissimi altri.
Di questi libri noi alunni ne prendevamo uno al mese e al mese successivo ce li scambiavamo tra noi. Fu questo il mio primo approccio alla lettura, un rapporto di condivisione e di amicizia (con i personaggi dei libri, ma anche con i miei coetanei). Alle scuole medie diventai una lettrice un po’ avida: mi capitava spesso di rifugiarmi nei libri che leggevo, piuttosto che in quelli scolastici, ma questo non ha mai influito sul mio andamento scolastico, perché riuscivo a tenere il passo con le lezioni. Alle superiori, ora che sono più grande, credo di essere diventata una lettrice consapevole: leggo soprattutto per staccare la spina dopo giornate difficili e non più ad ogni ora del giorno.
Purtroppo quello della lettura non è un “hobby” preso molto in considerazione tra le persone che mi circondano: tanti miei compagni di scuola mi prendono addirittura in giro quando dico che “sto leggendo un libro”.
Chissà, forse ci sarà un giorno in cui sentirò dire cose diverse: spero sempre in un cambiamento nel mondo.
RAFFAELLA, 18 anni, IV Linguistico