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Sul Taranto la scure della Figc

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Quel comunicato del 19 marzo 2017, dopo la sconfitta con il Messina, convinse pochi. Anche a noi il tono non piacque. La perentorietà di alcuni giudizi fece davvero rumore.

Quel comunicato costa caro alla società rossoblu. Costa in termini monetari e istituzionali. Il Taranto quel giorno disse legittimamente la sua, dopo una brutta sconfitta, ma regole alla mano qualcosa andava rivisto.. se è vero com’è vero che oggi la presidente Zelatore paga dazio.

Due mesi di inibizione e  3.334 euro di ammenda, infatti, per la presidente del Taranto.  Quattro mesi di inibizione e 2.000 euro di ammenda per Michele Mazzariello, delegato in Lega Pro (2016-2017 )ai rapporti con la tifoseria – SLO del club. Infine,  6.000 euro di ammenda per la società. Così ha deciso la Giustizia del calcio, dopo la richiesta di patteggiamento e vista l’informazione trasmessa alla Procura Generale dello Sport, con consenso della Procura Federale.

I procedimenti aperti erano tre: per Elisabetta Zelatore “in violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 1 bis, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione all’art. 12, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva, in quanto nel pur legittimo diritto di critica, diramava in data 19 marzo 2017 un comunicato stampa contenente accuse ed apprezzamenti duri nei confronti dei propri atleti  che determinavano una forte tensione tra squadra e tifoseria…’.

Per la società Taranto F.C. 1927 S.R.L. “per responsabilità diretta ed oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma 1 e 2 del Codice di Giustizia Sportiva, per la condotta ascritta al proprio Presidente ed al proprio tesserato, nonché della violazione dell’art. 12, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva”.

LA DECISIONE DELLA FEDERAZIONE

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