Prime conferme all’allarme di Battista: picco di SO2 al rione Tamburi di Taranto

Prime conferme all’allarme di Battista: picco di SO2 al rione Tamburi di Taranto

Il 21 febbraio scorso al rione Tamburi di Taranto si è verificato un picco di di SO2 (anidride solforosa), in atmosfera. Stando ai dati della centralina di Arpa Puglia in via Macchiavelli, il valore giornaliero è stato di 369,6. Secondo i limiti imposti dalla normativa vigente (D.Lgs 155/2010), il valore limite orario per la protezione della salute umana è pari a 350 µg/m3, mentre il valore limite calcolato come media delle 24 ore è pari a 125 µg/m3.


E’ evidente che in quella giornata i limiti di legge sono stati superati. Il giorno prima e nei giorni successivi (l’ultimo disponibile è di domenica) i valori erano, invece, nella norma: 7, 7 domenica 23 febbraio; 22, 6 sabato 22 febbraio; 46,8 il 20 febbraio. Cosa è accaduto venerdì 21 febbraio? A porre con forza il quesito è stato il consigliere comunale indipendente Massimo Battista che ha segnalato le forti emissioni odorigene avvertite in diverse zone della città. Un fenomeno – ha sottolineato  – particolarmente evidente nella notte tra il 20 e il 21 febbraio. 

Il consigliere comunale ha fatto riferimento a presunti episodi che potrebbero essere accaduti nel centro siderurgico di Taranto e in particolare all’Altoforno 1. Lo stesso Battista ipotizzava la fuoriuscita di diversi gas tra cui, appunto, l’anidride solforosa. Il quesito è diventato un esposto alla procura della repubblica presentato da Battista. I dati ufficiali delle centraline Arpa, ora confermano l’esistenza di questo picco anomalo. Bisognerà capire cosa lo ha determinato e se ha avuto conseguenze sulla salute di operai e cittadini.



Anche il sindaco di Taranto ha ripreso l’allarme lanciato da Battista, scrivendo una lettera al Ministero dell’Ambiente e per conoscenza ad Arpa Puglia e Asl di Taranto, chiedendo accertamenti urgenti sui fatti segnalati.

Da non sottovalutare gli effetti dell’anidride solforosa sulla salute umana e sull’ambiente. L’esposizione prolungata al biossido di zolfo determina effetti a carico dell’apparato respiratorio: tracheiti, bronchiti, polmoniti. In atmosfera l’ SO2 contribuisce all’acidificazione delle precipitazioni, con effetti tossici sui vegetali, acidificazione dei corpi idrici e impatto sulla vita acquatica. A basse concentrazioni provoca un rallentamento della crescita dei vegetali, mentre a dosi più elevate genera alterazioni fisiologiche tali da portare le piante alla morte. 


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