Porto di Taranto, scaduto il mandato di Prete. I sindacati chiedono continuità

Porto di Taranto, scaduto il mandato di Prete. I sindacati chiedono continuità

Da lunedì 9 novembre è scaduto il mandato di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio conferito a Sergio Prete. Si avvia ora la procedura per la nomina del nuovo presidente che compete al ministro dei Trasporti d’intesa con i presidenti o il presidente della Regione interessata.


A sostegno della riconferma di Prete intervengono i responsabili territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti. Il comunicato stampa che pubblichiamo di seguito è firmato da Michele De Ponzio (Filt Cgil), Vito Squicciarini, Oronzo Fiorino (Fit Cisl), Carmelo Sasso (UilTrasporti)



“Con la presente – si legge nel comunicato stampa – le scriventi organizzazioni sindacali sono a rappresentare l’importante ed
autorevole ruolo svolto dall’attuale management nel corso del mandato oltre alla straordinaria strategicità che tale ambito riveste nei delicati equilibri economici e sociali del territorio Ionico, individuato con Decreto Ministeriale come area di crisi industriale complessa. Importante, è stata, fino ad oggi, la collaborazione e la condivisione delle OO.SS Confederali e di
Categoria dei Trasporti con l’attuale Presidenza, apprezzando, nella persona del Prof. Prete, le corrette relazioni sindacali, la sua sensibilità, competenza e concretezza, con cui si sono affrontate, congiuntamente e responsabilmente, criticità e complessità, ben noti anche in sede Ministeriale.

Con questi presupposti si è contribuito costruttivamente a porre tutte le condizioni necessarie, soluzioni comprese, per il rilancio del Porto di Taranto e lo sviluppo economico di questa area del Paese. Sulla logistica e sulla portualità, infatti, sono appuntate, da tempo, quasi tutte le attenzioni della comunità ionica per la piena, definitiva, ripartenza dell’economia locale dopo i durissimi colpi assestati prima dalla crisi mondiale del 2008 e, poi, da quella specifica della siderurgia. Il Governo del Paese, nelle sue diverse declinazioni politiche, sin dagli inizi del 2000, ha sostenuto
convintamente lo sviluppo del Porto di Taranto, attraverso una corposa politica di investimenti infrastrutturali per ammodernare lo scalo in modo da renderlo competitivo nell’ambito dei traffici internazionali.

Il piano strategico è stato progettato nella prospettiva della intermodalità della movimentazione delle merci e, più recentemente, della piena sostenibilità ambientale, conformandolo alla nuova dimensione digitale dei sistemi economici. Nell’ultimo decennio, è stata avviata una costante e continua opera per diversificare i traffici, affiancando a quelli tradizionalmente industriali (siderurgia, raffinazione, rinfuse) anche quelli commerciali (transhipment con lavorazione delle merci trasferite). Dal 2014, dopo un rapporto tormentato con il precedente terminalista TCT, che aveva visto la contemporanea presenza dei due leader mondiali del transhipment, Hutchinson ed Evergreen, conclusosi bruscamente con la revoca della concessione, si è aperta una lunga fase di crisi che ha visto il collocamento nell’Agenzia Portuale (Taranto Port Workers Agency) della totalità delle maestranze portuali.


Dallo scorso anno, dopo un’attenta fase di recruitment, è stata aggiudicata la concessione del Molo Polisettoriale ai turchi di Yilport. In questi ultimi mesi il nuovo terminalista ha riavviato il traffico delle merci, sia pur in maniera gradata. Rimangono ancora da compiere importanti interventi infrastrutturali, anche attraverso l’attivazione di tutte le attività complementari (piastra logistica) oltre all’implementazione delle aree retroportuali ed al completamento degli asset afferenti alle opere immateriali (Zona Economica speciale, Zona Franca, CIS, etc.), per dare piena e definitiva operatività alla scalo. Per quanto attiene a quest’ultimo aspetto, in modo assolutamente innovativo, la stessa Autorithy ha operato scelte importanti in materia di interventi formativi in ambito accademico (corsi di laurea tematici), specialistico (ITS post secondario non accademico) e spiccatamente formativo condotto sui lavoratori portuali finalizzandolo alla loro ricollocazione.

E’ di tutta evidenza come la fase di completamento degli interventi materiali, immateriali ed operativi, questi ultimi da riferirsi al nuovo terminalista, già avviati da parte dell’attuale management abbisogni della necessaria continuità di azione, condizione imprescindibile per il
definitivo consolidamento della progettualità in essere e di quella in divenire, considerato che la competitività dello scalo passa per il suo adeguamento alle migliori tecnologie (best practice). Per le motivazioni, riportate in sintesi, le scriventi Organizzazioni Sindacali sono a sollecitare la definizione, in continuità, dell’incarico auspicandone la conferma del presidente Sergio Prete”.


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