Sul Pezzo
Porto di Taranto, guerra dei numeri tra Southgate Europe Terminal e Yilport
Battaglia legale dinanzi al Tar e guerra dei numeri. A due settimane dalla decisione del Tribunale amministrativo di Lecce, Southgate Europe Terminal rende noti i particolari del suo piano industriale e li paragona a quelli dei turchi di Yilport.
“Senza voler entrare nel merito degli aspetti legali oggetto del ricorso presentato e rispettosi del giudizio che sarà emesso dal Tar di Lecce – scrive Guglielmo Guacci, presidente di Set – si intende rendere una trasparente informazione all’opinione pubblica tarantina riguardo a investimenti, traffici e occupazione previsti nella proposte operative di Yilport e di Set, tratte dagli atti prodotti in giudizio dalle parti”.
CONCESSIONE – Secondo quanto riportato da Guacci nella tabella (che alleghiamo in coda a questo articolo) Southgate Europe Terminal ha chiesto una concessione per 30 anni di un’area di 317mila metri quadri e di 1.200 metri lineari di banchina. Yilport, invece, richiede una concessione per 49 anni di una superficie di 900mila metri quadri e di 1.800 metri lineari di banchina.
INVESTIMENTI – Nei trent’anni di durata della concessione Set prevede di investire 203 milioni di euro contro i 234 di Yilport nell’arco di 49 anni. Stando ai calcoli effettuati da Guacci, però, al 27esimo anno di attività il rapporto investimenti/ettaro sarebbe favorevole alla Set. La movimentazione di container prevista al 30 esimo anno è di 1.631.000 teu per Yilport e 1.056.000 teu per Set.
OCCUPAZIONE – Infine l’occupazione. Nei primi due anni Yilport prevede di effettuare 154 nuove assunzioni; Set arriva allo stesso numero ma in sei anni. L’organico totale diretto del terminal dei turchi è di 1311 unità contro i 362 di Set che però rivendica un rapporto favorevole tra addetti occupati per ettaro nel 27 esimo anno di attività.
(Credit: la foto a corredo di questo articolo è tratta dalla media gallery del sito dell’Adsp del Mar Ionio)