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Porto di Taranto, due istanze contro i turchi di Yilport

Pubblicato | da Redazione

Sono due le società che hanno inviato all’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio osservazioni in merito alla concessione di utilizzo del Molo Polisettoriale avanzata dai turchi di Yilport. Si tratta di Italcave e Southgate Europe Terminal (SET). La prima azienda fa capo alla famiglia Caramia, molto nota a Taranto. L’altra a Guglielmo Guacci, figlio di Giuseppe, già presidente dell’Autorità portuale ionica. Set aveva già avanzato richiesta di concessione. Le istanze sono giunte alla scadenza dei 40 giorni previsti dalla procedura.

Secondo quanto riporta l’agenzia Agi, fonti dell’Autorità portuale di Taranto avrebbero affermato che “se non ci sono domande concorrenti, si avvia l’istruttoria finale sulla domanda di Yilport con valutazione anche delle osservazioni ed opposizioni. Alla fine, la proposta della commissione dell’Authority va al comitato di gestione, del quale fanno parte anche Capitaneria di porto, Regione Puglia e Comune di Taranto, per la decisione finale. Dovremmo chiudere in 20-30 giorni”.

Yilport, compagnia di nazionalità turca, è il tredicesimo operatore mondiale ed ha chiesto l’utilizzo dell’intero terminal container tarantino che negli ultimi anni è stato oggetto di lavori di ristrutturazione e ammodernamento. Il Gruppo turco ha annunciato di voler ripristinare il traffico container, azzerato a seguito dell’abbandono dello scalo ionico da parte di Taranto Container Terminal, società ormai liquidata, controllata da Evergreen e Hutchinson. La proposta prevede la ricollocazione dei circa 500 dipendenti di Tct attualmente passati in forza all’Agenzia del lavoro portuale.