Sul Pezzo
Porto di Taranto, Comitato di gestione a rischio illegittimità
E’ dei giorni scorsi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficile del Correttivo Porti. Si tratta di un provvedimento importante anche per Taranto perchè contiene una serie di modifiche alla normativa che regola le attività portuali. Sull’argomento interviene Carmelo Sasso, segretario generale della UilTrasporti ionica e rappresentante dei lavoratori del settore nell’organismo di partenariato dell’Autorità di sistema portuale dello Ionio. Il sindacalista, tra le altre cose, evidenzia la possibilità che, alla luce del nuovo provvedimento, il Comitato di gestione dell’Adsp di Taranto venga dichiarato illegitimo per l’incompatibilità di un suo componente. Ecco il documento a firma di Carmelo Sasso.
“E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale serie generale n°33 del 9 febbraio 2018 il D.lgs 13 dicembre 2017 n°232, il cosiddetto Correttivo Porti. Notizia questa di rilevante importanza, poiché all’interno dello stesso sono contenute tutta una serie di modifiche alla normativa che regola la vita all’interno di un settore da sempre trainante per l’intera economia nazionale e che anche grazie a questo complesso di norme ha saputo “tenere” anche alla crisi internazionale.
Una norma di “armonizzazione” di quella antecedente, la Legge 28 gennaio 94 N° 84 cosi come modificata dal d.lgs. 4 Agosto 2016 n. 169 che si è occupata di “riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali” di cui appunto alla su citata L. 84/94”.
In buona sostanza la norma che ha trasformato la Autorità Portuale di Taranto nella Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, una volta sfumata l’idea di avere a giusta ragione Taranto come sede di una unica AdSP regionale in Puglia.
Questo a causa dell’ostracismo della Città Metropolitana di Bari che proprio non ci stava a non fare incetta dell’ennesima occasione di sviluppo per il nostro territorio, come avvenuto nuovamente in occasione dell’istituzione della Zes di Puglia a Taranto, poi diventate “le Zes di Puglia” costringendo Taranto ad accordarsi e raccordarsi con Matera per non vedere vanificata tale possibilità inseguita fin dal lontano 2012.
All’interno del “Correttivo Porti”, insieme a tante modifiche e specificazioni ve ne è una che statuisce però (se ve ne fosse stato formale bisogno) l’illegittimità del Comitato di Gestione della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, che andrebbe da tempo modificato nella sua composizione. Questo poiché il componente designato dalla Regione Puglia è gravato di incompatibilità essendo membro della Giunta Comunale di Taranto (si tratta dell’assessore ai Lavori Pubblici Aurelio Di Paola, ndr). Al Governatore di Puglia che sappiamo impegnato in ben altre questioni, chiediamo quindi nell’immediato e vista la ormai avvenuta pubblicazione della norma ( i cui contenuti erano però conosciuti da mesi) di correggere tale nomina e rendere nuovamente legittimo il Comitato di Gestione della AdSP dello Jonio nominando un nuovo rappresentante da sommare a quello già espresso dal Sindaco di Taranto (di qui la naturale incompatibilità sopra descritta ) ed al Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto (per materie di particolare rilevanza per l’Autorità Marittima ) oltre naturalmente al Presidente Prof. Sergio Prete.
Tale richiesta che non vuole in nessun modo mettere ulteriormente sotto pressione il Governatore viste anche le sue ultime dichiarazioni in tema di “mobbing sindacale”, si rende però urgente stante la prossima scadenza della pubblicazione delle Richieste di concessioni demaniali/marittime per il molo Polisettoriale fissate per il 7 Marzo 2018. Successivamente a tale data il Comitato di Gestione sarà chiamato a valutare e deliberare delle concessioni già richieste da due operatori al quale ci risulta nelle ultime ore se ne sia aggiunto un terzo, per l’affidamento della quasi totalità delle aree già messe a bando. Poiché da tale affidamento dipende il futuro del nostro Porto e di centinaia di famiglie dei lavoratori ex. Tct che attendono all’interno della Taranto Port Workers Agency una ricollocazione e per i quali le OO.SS. ed il Governo hanno realizzato una inedita ed innovativa rete di protezione sociale attraverso l’art.4 della L. 18/2017 che istituisce l’Agenzia sopra menzionata (la quale attende ancora gli stanziamenti di Regione Puglia per la formazione dei lavoratori), gradiremmo, anzi quasi quasi pretenderemmo che tale scelta venga compiuta da un Comitato di Gestione legittimo e rispondente alle leggi vigenti.
Questo se non altro dovrebbe essere facilmente e naturalmente condivisibile pur essendo noi, il Sindacato così brutto e cattivo. Non fosse altro che 15 anni di ricorsi al TAR e Consiglio di Stato unitamente all’incapacità di qualche “manager” ed alla inoperosità di certa politica hanno già fatto scappare via da Taranto nel 2012 il primo terminalista (Hutchison Ports Holding ) ed il quinto armatore al mondo (Evergreen Marine Corporation)”.