Piani Alti
Porto di Taranto, attenzione puntata sul Tar di Lecce
Vigilia carica di attesa per l’udienza in programma domani (23 gennaio 2019) al Tar di Lecce in ordine al ricorso di Southgate Europe Terminal che ha chiesto l’utilizzo di una porzione del molo polisettoriale di Taranto per trent’anni. Il contenzioso potrebbe avere ripercussioni sulla concessione a Yilport (intera banchina del terminal container per 49 anni, ndr), su cui l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio ha già espresso parere favorevole.
A poche ore dall’udienza, però, è proprio Southgate Europe Terminal a mettere in forse la discussione del caso dinanzi al Tribunale amministrativo regionale. In una breve nota stampa, il presidente di Set Guglielmo Guacci “rende noto che il Tar dovrà rinviare l’udienza del 23.01.2019 stante il ritardo con cui la AdSP di Taranto ha evaso l’istanza di accesso agli atti richiesta da Set in data 23.11.2018, avendo reso disponibile la documentazione soltanto in data 28.12.2018. Dall’esame della documentazione in questione sono emersi ulteriori elementi di gravità tale da essere oggetto di nuovi motivi di ricorso”.
Ovviamente, al di là dei desiderata di Guacci, la decisione di rinviare o meno l’udienza spetta ai giudici. Un eventuale rinvio potrebbe ulteriormente allungare la chiusura della procedura per il rilascio della concessione ai turchi di Yilport.
Sulla vicenda interviene anche Gianni Liviano, consigliere regionale, tarantino, aderente al Gruppo Misto. “Alla vigilia dell’esito del contenzioso – scrive in una nota – il 23 gennaio 2019 dovrebbe pronunciarsi il Tar di Lecce, e senza entrare nel merito della diatriba giudiziaria, è del tutto evidente che bisogna scongiurare in tutti i modi lo spostamento di investimenti e traffici del gruppo turco dal porto di Taranto su altri porti italiani. Cosa che avrebbe conseguenze negative per l’economia dell’intera comunità tarantina”.
Secondo Liviano “la compagnia turca ha presentato un progetto ambizioso dell’utilizzo dello scalo ionico che dovrebbe consentire a Taranto di entrare in maniera importante nel mercato internazionale. A fronte di ciò, la necessità di ottimizzare a pieno regime l’utilizzo del porto di Taranto, come motore imprescindibile dell’economia del territorio e come fonte di nuova occupazione, oltre ad essere rallentata dai ritardi diffusi, che hanno più protagonisti, è sempre più offuscata dal continuo ricorso all’autorità giudiziaria”.
Liviano, inoltre, ricorda che il porto di Taranto, a differenza di altri scali nazionali, ha la possibilità di gestire traffici sia via mare che su gomma. Per cui, conclude, “senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie, i cui esiti ovviamente sono di competenza delle autorità competenti e, nel caso specifico, del Tar di Lecce, risulta del tutto evidente che le stesse hanno l’effetto, ormai da tempo e per motivazioni differenti, di rallentare il pieno sviluppo del porto e, quindi, dell’intera economia del territorio”.