Piani Alti
Porti, due Autorità in Puglia: Taranto e Bari
Salvo cambiamenti e clamorosi ripensamenti in sede di conversione in legge, il decreto di riforma del sistema portuale discusso ieri in Consiglio dei ministri, prevede per la Puglia due Autorità portuali: Taranto e Bari. Il numero complessivo delle Autorithy passa dalle attuali 24 a 15, contro le 14 previste nella prima stesura del provvedimento modificato dopo l’insurrezione barese guidata dal sindaco Antonio Decaro.
L’influenza di Bari, che nello schema iniziale avrebbe dovuto essere inglobata a Taranto, si estenderà su tutto l’Adriatico comprendendo Barletta, Manfredonia, Monopoli e Brindisi. Taranto avrà competenza solo su Taranto e, quindi, per il capoluogo ionico dovrebbe cambiare ben poco. Brindisi, però, scalpita. Il sindaco Consales, con il sostegno di istituzioni, parti sociali e partiti, fino a poche ore prima del Consiglio dei ministri ha spinto per un’unica Autorità pugliese e non vede di buon grado l’annessione a Bari preferendo accorparsi a Taranto.
Il capoluogo ionico è rimasto a guardare forte dell’imponenza del suo porto industriale e della classificazione di core port Ue. Su Taranto è stato aperto l’ombrello un po’ paternalistico del Governo e dello stesso Emiliano che in più occasioni hanno definito l’indicazione di Taranto come una sorta di “risarcimento” per un territorio devastato dalle grandi industrie strategiche per l’economia nazionale.
Ci è mancato poco, però. Da essere chiamato a svolgere un ruolo guida in ambito regionale, il porto ionico è stato riportato alla dimensione che già aveva prima della riforma. E, probabilmente, se Bari avesse avuto mire espansionistiche, lo scippo in danno di Taranto sarebbe stato completo. In ogni caso, ora il porto bisogna farlo funzionare completando rapidamente i lavori in corso e riportando a Taranto i grandi vettori internazionali. Sarà questo il compito del prossimo presidente. Già chi sarà il prossimo presidente? In molti, questa partita, la stanno già giocando.