Piani Alti
Porti, bocciata la riforma Delrio. Aumenta l’incertezza per Taranto
Uccisa prima ancora di nascere. Questo il destino della riforma sulle Autorità portuali varata dal ministro Delrio. Il progetto che avrebbe portato da 24 a 14 le Autorthy é stato bocciato dalla Corte Costituzionale che con la sentenza n. 261/2015 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il primo comma dell’art.29, del decreto-legge Sblocca Italia.
Alla base della decisione c’è un punto cruciale: il ruolo delle regioni rispetto alla gestione di porti e aeroporti. Secondo la corte, infatti, la riforma costituzionale del Titolo V, assegna alle Regioni una potestà legislativa che la riforma Delrio ha eluso evitando di discutere il provvedimento in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il senso della decisione della Corte Costituzionale è che senza il supporto delle istituzioni regionali il Governo da solo non può varare la riforma portuale.
Che succede ora? Sicuramente si aprirà un confronto serrato sulle sedi delle nuove autorità portuali di bacino. Un dibattito che, certamente, deflagrerá anche in Puglia. Nella nostra regione il ministro dei Trasporti aveva previsto una sola Autorità e Taranto sembrava dovesse essere la sede designata. Contro questa possibilità c’è stata una corale e massiccia mobilitazione degli attori politici, economici e istituzionali baresi. Bari, ancora una volta, ha fatto cartello difendendo i suoi interessi e chiedendo di prevedere due Autorità in Puglia: Taranto e Bari.
Con la sentenza della Costituzionale la Regione torna in campo, cosa deciderà ora Emiliano che nei giorni scorsi non aveva chiuso le porte all’ipotesi della doppia sede? E, inoltre, a gennaio scadono i sei mesi di nomina a commissario di Sergio Prete. Sarà prorogato? Oppure in attesa che la riforma riprenda il suo cammino, che potrebbe essere molto lungo, si rimetterà in moto la procedura ordinaria di nomina del presidente dell’Autoritá portuale? Sicuramente questa incertezza non giova al porto di Taranto. Il Terminal container è fermo, oltre 500 dipendenti ex Tct sono senza lavoro, senza navi e contenitori anche la piastra logistica varata nei giorni scorsi rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. Lo stesso Delrio, inoltre, seguiva le trattative per riportare a Taranto un grande vettore internazionale. Ma con lo stop della sua riforma, anche questi contatti potrebbero subire una brusca frenata.