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Polveri sul rione Tamburi, ennesima beffa per Taranto

Pubblicato | da Redazione

Il Comune di Taranto intende fare chiarezza sulla nube di polveri provenienti dal centro siderurgico che sabato pomeriggio ha invaso il quartiere Tamburi. Per farlo il sindaco Rinaldo Melucci ha annunciato che non avrebbe partecipato “ad alcun sopralluogo o iniziativa” organizzata per questa mattina dal sottosegretario sen. Mario Turco, tarantino, eletto con il M5S.

Una nota stampa diffusa domenica sera da Palazzo di città annunciava, infatti, che per la stessa data l’Amministrazione comunale sarebbe stata “impegnata con l’Assessore Annalisa Adamo e i tecnici della Direzione Ambiente ad analizzare gli interventi conseguenti ai gravi fatti registrati dallo stabilimento siderurgico in data 4 luglio”.

Melucci anticipa, inoltre, che sull’episodio il Comune sta valutando la possibilità di presentare un esposto e rincara la dose rispetto alle iniziative del Cis Taranto coordinate dal sottosegretario Turco. “Lo avevamo già segnalato afferma il primo cittadino – ed ora diventa persino più urgente, inutile parlare di acquari se non si affronta prima la riconversione radicale dell’ex Ilva, altrimenti tutte le misure hanno solo il sapore della beffa e di un palliativo pressoché inutile. Nessuno può pensare di distrarci dalla gravità di questa situazione. Non coopereremo col Governo, se cooperazione non è garantita anche su questioni dirimenti come lo è, per l’appunto, quella dello stabilimento siderurgico”.

“Il Comune di Taranto – continua la nota stampa – è da tempo in prima linea con azioni molto forti e concrete, spesso da solo, ma ha competenze sullo stabilimento siderurgico assai limitate dalla legge, cosa che ormai dovrebbe essere chiara a tutti. Le parti sociali, l’ambientalismo sano, il sistema economico di questa città incomincino con raziocinio ad attribuire le giuste responsabilità ai ministri di questo Governo ed ai parlamentari ionici, o saremo sconfitti da tutta questa approssimazione, da tutto questo pregiudizio, da tutta questa mancanza di conoscenza dei fatti e delle carte, che sono i soli oggettivamente giudicabili in uno stato di diritto”.

Sulla nube di polveri al rione Tamburi interviene anche il presidente della Regione Puglia. “La nube di polveri di ieri – scrive Michele Emiliano in una nota stampa – l’ennesima, ancora una volta eclatante, è il frutto di una produzione industriale che continua ad alimentarsi a carbone e della mancata realizzazione di misure ambientali che – nel caso della copertura dei parchi minerali – dovevano essere completate nel 2015 e che non lo sono state in forza di ben 12 decreti del Governo, tutti contestati dalla Regione Puglia perché non tenevano nel dovuto conto la tutela dell’ambiente e della salute. Arpa fornirà una relazione sugli eventi di sabato alla Regione. A chi invece ancora sostiene che il ciclo integrale vada bene con l’attuale assetto industriale alimentato a carbone voglio dire che le immagini di ieri descrivono meglio delle parole il pericolo costante che vive la comunità”.

“Da anni chiediamo – aggiunge Emiliano – una svolta produttiva in ogni sede, con l’abbandono del carbone, e non possiamo più aspettare. È urgente che il Governo trovi una soluzione realmente sostenibile al problema dell’ex Ilva. Per la Regione Puglia questa soluzione si chiama decarbonizzazione, una strada che ci ha sempre visti impegnati e coerenti per Taranto. Manteniamo uno spirito collaborazione con lo Stato per fare in modo che immagini come quelle di ieri non si ripetano più”.