Peacelink: l’ordinanza del sindaco non ci convince, ecco due ragioni

Peacelink: l’ordinanza del sindaco non ci convince, ecco due ragioni

L’ordinanza firmata dal sindaco di Taranto non convince Peacelink. L’atto, ricordiamolo, prefigura il fermo degli impianti inquinanti dello stabilimento siderurgico tarantino nel caso in cui non vengano risolte, in tempi indicati, le cause delle emissioni nocive. Peacelink, attraverso Alessandro Marescotti, spiega le due ragioni alla base delle perplessità affidate ad un documento girato alla stampa e a Palazzo di Città.


PRIMO PUNTO “In primo luogo si affida ad ArcelorMittal e all’ILVA spa in Amministrazione Straordinaria il compito di diagnosticare i propri mali e di guarirli. Ampi sono quindi i margini discrezionali per arrivare alla ovvia conclusione che i soggetti accusati possano “discolparsi” con relazioni tecniche con cui potranno ampiamente dimostrare che hanno messo in atto tutti gli accorgimenti perché i fenomeni emissivi non abbiano a ripetersi” sostiene Marescotti. In chiusura dell’atto, il sindaco di Taranto ordina alla Società ArcelorMittal Italia SpA nonché all’ILVA SpA in Amministrazione Straordinaria – Stabilimento di Taranto, ciascuna per quanto di competenza e di responsabilità, di individuare gli impianti interessati dai fenomeni emissivi – cita Marescotti –  E poiché vi è ampia possibilità di palleggiarsi le responsabilità, fra ArcelorMittal e ILVA in Amministrazione Straordinaria (quest’ultima è infatti ancora proprietaria degli impianti, che tuttavia non gestisce), è intuibile quali possano essere gli esiti di un’ordinanza che si rivolge a due soggetti che fra l’altro sono in disaccordo fra loro per le note vicissitudini. L’esito è che,  in questa situazione confusa, potremmo avere da due soggetti due verità in contraddizione fra loro – sostiene Alessandro Marescotti –  quando invece il sindaco potrebbe ordinare un’ispezione sugli impianti che accerti la verità, punto e basta”.



SECONDO PUNTO L’ordinanza ha come oggetto il “rischio sanitario derivante dalla produzione dello stabilimento siderurgico”. “Il sindaco infatti lamenta a pagina 4 che gli studi predittivi sulla Valutazione del Danno Sanitario con diversi scenari emissivi risultano essere ancora in corso di espletamento. Ma siamo ancora qui ad attendere delle risposte? – si chiedono da Peacelink –  Nella manifestazione di mercoledì scorso lo abbiamo detto e ripetuto anche dal palco: esiste una recente VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) che ha già certificato un rischio sanitario inaccettabile agli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio.    E, ci teniamo a sottolinearlo, il sindaco di Taranto – assieme alla Procura della Repubblica – è stato ufficialmente informato dell’esistenza della VIIAS e del rischio sanitario inaccettabile con un messaggio Posta Elettronica Certificata. Tale messaggio è stato inviato da PeaceLink al Comune in data 7 febbraio 2020″. In quel messaggio certificato PeaceLink scriveva al Sindaco: “Che l’attuale livello di produzione (4,7 milioni di tonn/anno) costituisca un rischio inaccettabile per la salute degli abitanti del quartiere Tamburi lo ha ufficializzato chi ha realizzato la valutazione predittiva dei danni sanitari futuri (la VIIAS, Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario), recentemente pubblicata su Epidemiologia e Prevenzione (2019; 43 (5-6): 329-337), a firma di Ida Galise, Maria Serinelli, Angela Morabito, Tiziano Pastore, Annalisa Tanzarella, Vito Laghezza, Alessandra Nocioni, Roberto Giua, Lisa Bauleo, Vito Bruno, Carla Ancona, Andrea Ranzi, Lucia Bisceglia e Gruppo Collaborativo VDS”. Il messaggio era inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e per quanto di sua competenza al sindaco. “Prendiamo atto che tutti i nostri sforzi per informare sulla VIAS (e sulla connessa certificazione del rischio sanitario non accettabile) non sono andati a buon fine – aggiunge Marescotti –  invitiamo pertanto il sindaco a prendere atto che da anni il quartiere Tamburi è sottoposto a un rischio sanitario che la scienza ha definito “non accettabile” e a trarne le logiche conseguenze in quanto massimo responsabile della salute pubblica. Chiediamo al Sindaco di Taranto: perché migliaia di persone continuano ad essere esposte a Taranto a un rischio sanitario “non accettabile”? Perché nell’ordinanza non si fa alcuna menzione alla VIIAS, da noi segnalata al Comune tramite PEC, che certifica il rischio sanitario non accettabile?” chiude Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink.


Annunci

Dove andare a Taranto

Magno Greci ed Etruschi, una mostra al museo MArTa di Taranto
from to
Scheduled
Potenza, Festival dei 100 scalini: il programma
from to
Scheduled
Ecco ArchiTA, il Festival del Teatro Antico
from to
Scheduled