Piani Alti
Pd, Vico escluso. Ecco i candidati per Camera e Senato
Manca solo il comunicato ufficiale del Pd, che entro lunedì presenterà come gli altri le liste. Ma da Roma la notizia giunge forte e chiara. Rivoluzione interna nel Pd. La devastante selezione delle candidature a cui fa riferimento Renzi, oggi, parlando delle ultime notti di trattative condotte in Italia, in Puglia, e quindi anche per Taranto, ha generato non poche sorprese. Stanotte la direzione ha votato, la minoranza poco prima aveva abbadonato l’aula. I renziani fanno il pieno di candidati ma a Taranto cedono sotto i colpi dell’ala Emiliano.
In Puglia, dove naturalmente il peso del governatore si fa sentire più che altrove, le sorprese non mancano. Una per tutte, l’esclusione del parlamentare tarantino uscente, Ludovico Vico. A Taranto, infatti, i candidati saranno il presidente del Consiglio comuanle, Lucio Lonoce, l’ex assessore regionale e attuale consigliere regionale martinese Donato Pentassuglia e la manduriana Maria Grazia Cascarano. Lucio Lonoce e Donato Pentassuglia rispettivamente nei collegi uninominali 10 e 11 della Camera dei Deputati. Maria Grazia Cascarano nel collegio uninominale 7 del Senato.
Quanto al resto della Puglia, capolista listino Camera Taranto-Brindisi sarà Ubaldo Pagano, segretario provinciale del Pd di Bari (area Emiliano). Lacarra, segretario regionale Pd, capolista Camera a Bari. Francesco Boccia sarà capolista a Lecce. Assuntela Messina Denaro sarà invece la capolista nel listino senato Nord Puglia. Il parlamentare uscente Bordo capolista Camera Foggia. Al Senato nel listino Sud Puglia ci sará primo Dario Stefano; Seconda Teresa Bellanova… come in Emilia Romagna.
L’eslcusione di Ludovico Vico non mancherà di fare discutere, a Taranto. L’altro parlamentare uscente, Michele Pelillo, si era già defilato. Basta scorrere le bacheche facebook, in questi minuti, per capire l’aria che tirta dalle parti di via Principe Amedeo.
I parlamentare uscenti esclusi sarebbero 150. In pratica, renzi s’è garfantito quasi il 90% dei probabili eletti e una eventuale sconfitta alle Politiche di marzo potrà così affrontarla con maggiore tutele, anche se la storia del Pd insegna che dal carro degli sconfitti si fa prestissimo a scendere (vedi migrazione dei bersaniani proprio verso il cerchio magico toscano nel 2013..).
Matteo Renzi alle primarie aveva ottenuto il 69,2% dei consensi. Dunque, fa il pieno se la percentuale viene parametrata al numero dei suoi tra i candidati a camera e Senato. Per questa ragione, Emiliano e Orlando, co gruppo di opposizione interna, stanotte non hanno partecipato al voto: i due antiRenzi godranno di un manipolo di parlamentari eletti (nella migliore delle ipotesi), il che significa meno spazio in un eventuale Governo. I numeri: dei cosiddetti 200 posti sicuri, quasi 100 saranno appannagio della corrente renziana, dei quali il 10% legati a Martina e Orfini, il 5% legati a Franceschini. Ad Emiliano e Orlando resta in pratica il 10% .