Piani Alti
Pd, Mancarelli ha già… le chiavi del partito. Lopane fa ricorso
Renzi ed Emiliano a Taranto, per il loro Pd, hanno due visioni diverse dunque due candidature diverse alla segreteria provincia. Per Renzi c’è Mancarelli, avvocato, attivista di lungo corso, sempre on line e soprattutto in sintonia con i democratici che contano (Renzi adesso, due anni fa sembrava in procinto di essere candidato da Emiliano.. oggi destinatario preferito del fuoco amico di Mancarelli).
La politica è così. Lopane e Pelillo, per esempio: nel nome di Emiliano, oggi sono alleati congressuali. Tre anni fa Pelillo, e i suoi, al sindaco di Laterza preferirono il forzista Tamburrano per la presidenza della Provincia di Taranto.

Stamane, Giampiero Mancarelli è sceso ufficialmente in campo. Parla già da segretario provinciale (è al momento favorito..) e idealmente consegna le chiavi della federazione a tutti gli iscritti (sinonimo di tesserati, giusto?). In relatà quelle chiavi sono davvero già sue, stando ai rapporti di forza. Il Pd è un’officina attiva più che un cantiere sempre aperto. E di questi tempi il ferro è molto caldo ma chi lo batte deve fare i conti con la realtà esterna a via Principe Amedeo: rapporti col sindaco non proprio idilliaci, rapporti con Emiliano non proprio idilliaci, rapporti con il movimentismo e il resto della sinistra di un tempo, per niente idilliaci. Ci sarebbe anche da occuparsi dell’astensionismo ma il pd, come ttuti i partiti, preferisce contare i pochi voti (ma buoni) e fare l’indiano (Mittal non c’entra, of course).
Insomma, la sedia di segretario provinciale del Pd ionico scotta più che altrove. E scotta anche prima di potervi prendere posto. Lopane, ad esempio, è stato fermato dal partito perchè alle recenti amministrative di Laterza (da lui vinte nettamente) non era con il Pd. Lopane ricorre contro questa tesi sperando, magari, che il suo tesseramento possa funzionare da cerotto per una ferita che evidentemente andava sanata prima, stando ai saggi della federazione tarantino.
Ecco dunque che nel giorno in cui Taranto scopre a sue spese che Mittal non scherzava quando diceva di voler comprare licenziando 4000 persone un minuto dopo aver ottenuto l’Aia, Mancarelli ha già le chiavi in mano del partito e Lopane bussa forte per entrare quantomeno dalla finestra in un congresso già scritto, con le tessere già staccate e le procedure, ma solo quelle, tutte ancora da espletare. Il Pd dibatte mentre Taranto brucia? sarà pure legittimo ma quantomeno faccia sintesi e pure presto.

IL RICORSO DI LOPANE
Lopane: aspetto con fiducia il verdetto della commissione regionale di garanzia del PD
Intanto, uniti per la vertenza Taranto
In queste ore la commissione regionale di garanzia del PD è chiamata ad esprimersi sulla validità del ricorso che ho presentato per sostenere il mio diritto a candidarmi alla segreteria provinciale di Taranto. Intanto, intorno a noi, si sta consumando il dramma di un’intera comunità che, molto probabilmente, difronte a una politica che, anziché fare fonte unico, si sfilaccia perdendosi nelle pieghe del proprio egoismo, segna un ulteriore varco insormontabile.
Più volte ho provato a chiedere e a cercare una soluzione unitaria. Questo nel segno di un atteggiamento di responsabilità politica che abbiamo l’obbligo di assumere nei confronti della nostra comunità. Non è il momento di battere cassa ai propri sponsor al Governo regionale o nazionale. È il momento per segnare un fronte comune di tutela degli interessi di una comunità che in questi mesi ha più volte manifestato il sentimento peggiore, la paura.
Sono solidale alla posizione delle organizzazioni sindacali. Sono al fianco dei lavoratori Ilva e a quelli dell’indotto. Non abbiamo compreso sin dall’inizio il percorso che ha portato il Governo a sostenere una scelta, quella di AM Investco, che si sapeva sin da subito che avrebbe significato dolore per questo territorio. Una vicenda trattata più come vertenza economica che ambientale e industriale. Inutile, però, oggi, perdersi nella polemica delle date e della tempistica della realizzazione degli interventi previsti dal piano industriale e ambientale. Oggi si celebra ciò che sin dall’inizio tutti sapevamo.
Io faccio il sindaco. Ogni giorno da diversi anni mi confronto con i problemi della gente. Ho a che fare ogni giorno con il dramma del lavoro e con le risposte che i padri non sempre riescono a dare ai propri figli. Allo stesso tempo ho l’obbligo di impegnarmi per lo sviluppo. Bene, oggi lo spettacolo offerto dagli amici del PD che stanno cincischiando in motivazioni prive di fondamento per distrarre, evidentemente, l’opinione pubblica da quanto di serio e drammatico sta accadendo intorno a noi, non offre uno spettacolo edificante dal sapore di politica dell’impegno.
Nel ricorso che ho presentato alla commissione regionale di garanzia del PD ho elencato le motivazioni oggettive che sostengono la validità della mia candidatura. Non vorrei, oggi, perdere tempo in queste beghe di seconda linea, ma avrei preferito che il PD tutto, al fianco delle forze sociali e di ogni rappresentante di questa comunità, oggi si ritrovasse unito nel tutelare l’aspettativa di futuro di Taranto e dei tarantini.
LA MEMORIA DEPOSITATA
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