Sul Pezzo
Parrucchieri e centri estetici: Pronti a riaprire il 18 maggio
Casartigiani Taranto-Brindisi manifesta il proprio dissenso per la decisione del Governo di ritardare fino all’1 giugno la riapertura di parrucchieri, barbieri e centri estetici. Per queste ragioni, con una lettera indirizzata al Governatore della Regione Puglia, al Presidente della Provincia, al Prefetto e ai sindaci della provincia di Taranto, l’associazione rivendica la giusta attenzione per la categoria.
La stessa lettera è stata inviata migliaia di volte, in segno di protesta, anche da tutti i parrucchieri e le estetiste delle province di Taranto e Brindisi. Nella sola provincia ionica, i servizi alla persona rappresentano 2289 imprese per una forza lavoro complessiva di 5725 lavoratori. “Dietro questi numeri – spiega Casartigiani – ci sono imprenditori che rischiano di non alzare più la saracinesca della loro attività, ci sono famiglie che non sanno più cosa dare da mangiare ai loro figli. Ma ci sono anche enormi sacrifici che non vogliamo, né possiamo, passino inosservati. È dunque incomprensibile ed inaccettabile che nei confronti di questa gente ci sia una totale disattenzione da parte del Governo”.
Stefano Castronuovo, segretario interprovinciale di Casartigiani fa riferimento al senso di responsabilità finora mostrato dall’intera categoria. “Abbiamo rispettato le disposizioni – afferma in un documento inviato alla stampa – ben consapevoli dell’emergenza sanitaria che stavamo vivendo. Ma con l’avvio della cosiddetta fase 2 presentata dal premier Conte, non possiamo non ripartire anche noi. Non possiamo accettare la prospettiva di restare un altro mese fermi. La misura è colma. Così si uccide un’intera categoria”.
Castronuovo aggiunge: “Non si capisce perché potranno riaprire altre tipologie di attività che prevedono la presenza di più persone nello stesso spazio e noi no. Vogliamo infatti ricordare che non diversamente da altre attività, le disposizioni sanitarie sul distanziamento, l’utilizzo dei DPI, e le regole di sanificazione dei nostri ambienti appaiono sufficienti a garantire la necessaria sicurezza per la nostra clientela e i lavoratori”.
Casartigiani ha già chiesto con forza, nei giorni scorsi, che il Governo riveda i provvedimenti che ha adottato e consenta l’immediata apertura delle attività di settore. Attraverso un accorato appello alle istituzioni regionali e locali, la categoria pretende ora un’ordinanza di apertura delle attività al 18 maggio 2020 previa elaborazione di un protocollo contenente procedure uniche di sicurezza per la prevenzione da covid19.
“Casartigiani da diverse settimane – si legge nel documento – è al lavoro per organizzare misure straordinarie che rendano il lavoro di parrucchieri ed estetiste più sicuro, per se e per gli altri (lavorare solo su appuntamento, con un cliente alla volta nel salone, oltre ovviamente all’utilizzo di mascherine, guanti, kimono monouso, igienizzanti)”.
Castronuovo ribadisce: “Le nostre imprese sono già pronte ad offrire tutte le garanzie necessarie per riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza e nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie. Siamo tuttavia disponibili ad un confronto per la definizione di ulteriori condizioni che fossero ritenute necessarie con regole aggiuntive, ancor più stringenti, rispetto a quelle che gli operatori già applicano in ragione delle normative di settore”.
A ciò si aggiunge “la richiesta di un più concreto sostegno economico a favore delle imprese (contributi a fondo perduto per il periodo transitorio) per sostenere i costi di esercizio e permettere a migliaia di imprese di sopravvivere alla crisi economica. L’associazione chiede inoltre di intensificare i controlli e prendere, una volta per tutte, immediati e severi provvedimenti per contrastare il fenomeno dell’abusivismo a garanzia che il contagio non avvenga nelle abitazioni civili. Ed ancora auspicano l’allungamento dei tempi di ammortamento dei debiti; l’annullamento Tasi – Tosap – Imposta sulla pubblicità e l’abbassamento dell’IRAP”.
Casartigiani Taranto-Brindisi invita infine “le istituzioni a farsi portavoce presso il Governo anche di ulteriori istanze: finanziamento Fondo FSBA e Cassa in Deroga per garantire ai nostri dipendenti sostegno al reddito alla riapertura visto che sarà prevista la riduzione di orario lavorativo e la turnazione; abbassamento del costo del lavoro; reddito di sussistenza per le famiglie; eliminazione dell’IVA. In assenza di adeguate rassicurazione, non si escludono, a livello provinciale, altre azioni di protesta a sostegno delle nostre richieste”.