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Palude La Vela, la risposta del Comune di Taranto

Pubblicato | da Redazione

Non si è fatta attendere la risposta del Comune di Taranto, alle questioni sollevate dai consiglieri comunali Battista, Corvace e Fornaro sulla situazione della Palude La Vela.  “Anziché valutare tutto il lavoro che è stato compiuto e le iniziative a tutela della biodiversità e per la valorizzazione del territorio nell’area della palude e del mar piccolo – commenta l’assessore Francesca Viggiano – alcuni consiglieri di opposizione insinuano un utilizzo improprio della palude la vela. L’unico modo che conoscono di fare opposizione è colpire le cose belle di Taranto ben sapendo che così facendo fanno un danno inquantificabile alla città e ai tarantini”.

L’assessore Viggiano aggiunge: “Chissà quando si fermeranno, chissà quando capiranno che costruire, anche se più faticoso, è garanzia di crescita umana e politica. Insinuazioni, dicevamo, che rimandiamo al mittente atteso che non esistono ad oggi progetti e/o iniziative del comune di Taranto e della riserva che prevedano l’accesso di persone non autorizzate nell’area protetta in special modo di bambini e di scolaresche. A seguito delle ordinanze l’accesso alla riserva avviene esclusivamente su autorizzazione della direzione ambiente unicamente per attività strettamente legate alla gestione dell’area come ad esempio per lo svolgimento di attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi e per le attività di monitoraggio della fauna”.

Sulla vicenda interviene anche Marco Dadamo, direttore della Palude La Vela. “Le violazioni dell’ordinanza n47/2017 nonché dell’ordinanza n.28/2017 segnalate alle autorità competenti – scrive in un a nota stampa – saranno sanzionate secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Con riferimento poi all’ordinanza di chiusura n.47/2017 relativa al superamento di csc per idrocarburi, a seguito di indagini preliminari si è resa opportuna a scopo cautelativo la chiusura della riserva. Il superamento dei valori di csc, riscontrato in un’area delimitata dell’area protetta, ha determinato un approfondimento analitico delle potenziali contaminazioni nell’ambito di un piano di caratterizzazione ad oggi sottoposto a valutazione nella conferenza di servizi regionale. All’esito di tali indagini e all’approvazione delle eventuali analisi di rischio si potrà con certezza attestare o meno l’inquinamento dell’area e valutare iniziative tese all’eliminazione degli eventuali rischi”.