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Otto Panzer, direttore di un improbabile circo…

Pubblicato | da Redazione

Come in un circo. Nel bel mezzo della strada. Lunedì prossimo 12 luglio, alle 19, nella scuola primaria Deledda di Taranto (via Grazia Deledda, quartiere Tamburi), Gianni Risola presenta “Otto Panzer Show” per il cartellone “in Cortile: il teatro di strada” realizzato dal Crest.

Repliche martedì 13 alla parrocchia Santa Maria del Galeso dei Missionari O. M. I. (via Amedeo Sommovigo, Paolo VI), mercoledì 14 alla scuola primaria Tintoretto (via Tintoretto, Talsano), giovedì 15 alla parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù di Lisieux (via Inigo Campioni, Solito-Corvisea) e venerdì 16 all’istituto comprensivo Volta (via Venezia, Solito-Corvisea).

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria del posto (misure anti Covid-19) al numero 366.3473430 (anche whatsapp) in orario d’ufficio (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.30 alle ore 18.30). Il teatro di strada” ha il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Taranto.

Irriverente e sbruffone, Otto è, a suo modesto parere, “il più grande direttore di circo di tutti i tempi”. Quale sia il suo amato circo non è dato sapere, ma avendolo perso, comprato da un magnate, Otto non si perde d’animo e decide di sfidare la strada. Senza tendone, senza pista e senza i suoi collaboratori, reiventa le regole dello spettacolo. Otto sarà contemporaneamente l’uomo più forte del mondo, l’equilibrista, il prestigiatore, il clown, senza perdere la grinta del teutonico direttore. Giochi di prestigio, clownerie, gag, improvvisazioni. Ogni oggetto e situazione sono un pretesto per creare un numero. Il resto è spettacolo. Ti chiederà di entrare a far parte del suo circo: non potrai dire di no, penserà lui a tutto.

Gianni Risola

Barese, in arte Otto Panzer (in copertina la foto diffusa dall’Ufficio stampa del Crest) si definisce clown e artista di strada, talvolta prestato al cabaret. Gira il lungo e in largo l’Italia con il suo camper, facendo divertire grandi e bambini. Dice di aver finalmente trovato la propria dimensione, ma da bravo clown resta aggrappato alla condizione di incertezza del futuro – stimolo a rischiare tentando di far meglio – ed augura a tutti, attraverso il suo personaggio Otto, di fare per mestiere il proprio hobby, memore di ciò che gli hanno sempre urlato i professori a scuola: «Risola, se continui a fare il pagliaccio, non farai mai strada».