Operazione antimafia a Taranto. I nomi degli arrestati. Il video del blitz

Operazione antimafia a Taranto. I nomi degli arrestati. Il video del blitz

“Davide ha sconfitto Golia”, citazione biblica per il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col. Luca Steffensen durante la conferenza stampa sull’operazione “Mercurio” compiuta nella notte. Davide è la piccola stazione dei carabinieri di Lizzano da cui è partita una fitta rete di indagini che ha consentito di sgominare una grossa organizzazione criminale che agiva con una struttura e con metodi mafiosi. Il sodalizio era dedito a numerose attività illecite nella zona orientale della provincia ionica, compreso il litorale ionico-salentino.


LE ORDINANZE – Complessivamente  sono 31 le misure cautelari (22 ordinanze di custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 5 misure di obbligo di dimora nel Comune di residenza e di presentazione alla P.G.). 26 provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Operazione Mercurio); altri 5 sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Taranto nell’ambito dell’inchiesta denominata “Satellite”. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, alla spendita di banconote false nonché alla commissione di estorsioni con metodi mafiosi fra cui atti incendiari ai danni di stabilimenti balneari e di altre attività commerciali di Lizzano; detenzione e porto di armi comuni da sparo e armi clandestine, rapina e lesioni personali.



I PIZZINI – Le indagini sono partite a gennaio 2016 nei confronti di alcuni individui arrestati per spaccio di eroina, cocaina e hashish, all’interno di un Bar di Lizzano. Da qui è stato possibile certificare l’esistenza di un sodalizio criminoso inquadrato nell’ambito della Sacra corona unita riconducibile al gruppo di Francesco Locorotondo, Giovanni Giuliano Cagnazzo e  Cataldo Cagnazzo. Secondo i carabinieri l’organizzazione, prevalentemente dedita al traffico di stupefacenti e all’imposizione del “pizzo” in danno di esercizi commerciali di Lizzano con metodi tipicamente mafiosi, era capeggiata da Giovanni Giuliano Cagnazzo, detenuto nella Casa Circondariale di Prato. Questi impartiva le direttive ai suoi sodali attraverso dei pizzini, che faceva uscire dal carcere grazie a Maria Schinai, compagna di Angelo Scorrano, ritenuto fra gli elementi chiave del gruppo criminale. I pizzini venivano nascosti nella biancheria sporca.

LE ESTORSIONI – Particolarmente degna di nota è l’affiliazione al gruppo criminale di Antonello Zecca, già appartenente ad altro sodalizio operante sul territorio, cui era stata demandata la gestione operativa del racket delle estorsioni ai danni dei titolari degli stabilimenti balneari della litoranea ionica. A carico di Zecca sarebbero emersi indizi di colpevolezza in relazione agli incendi appiccati nell’estate 2016 in danno dei lidi “La Spiaggetta”, “Bahia del Sol” e “Onda Blu”, e in relazione a un tentativo di estorsione perpetrato nei confronti del gestore dello stabilimento denominato “L’Ultima Spiaggia”. I guadagni illeciti venivano in parte destinati alle spese di giustizia sostenute dagli affiliati in carcere; in parte al mantenimento delle loro famiglie e in parte per retribuire i pushers, alcuni dei quali letteralmente assunti “a libro paga” con un contributo mensile di circa sei/settecento euro.

I SEQUESTRI – Nel corso dell’intera attività investigativa sono stati complessivamente sequestrati circa 700 grammi di stupefacente di vario genere (hashish, cocaina, eroina), banconote false e munizioni per armi comuni da sparo. Dall’inchiesta Mercurio ne è nata un’altra denominata appunto Satellite. In tale contesto due persone sono state sottoposte alla custodia in carcere e agli arresti domiciliari, perché ritenuti responsabili di attività di spaccio di stupefacenti in concorso sulla piazza di Torricella. Altri tre (due finiti in carcere e uno agli arresti domiciliari), sono ritenuti invece responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata, lesioni personali ed estorsione in danno di un giovane di Lizzano.


LE FORZE UTILIZZATE – Indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, eseguite dai carabinieri della Stazione di Lizzano e della Compagnia di Manduria, collaborati nella fase esecutiva da personale del Comando Provinciale di Taranto, Brindisi e Lecce, del 6° Nucleo Elicotteri di Bari Palese, di unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno, dell’11° Reggimento “Puglia” e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, hanno dato esecuzione, nei Comuni di Lizzano, Faggiano, Torricella, Sava, Maruggio, Prato, Rimini, Caltagirone e Milano.

OPERAZIONE MERCURIO – In carcere:
BERNARDI Graziano, ventiseienne di Torricella;
BIANCHINI Costantino, trentanovenne di Lizzano;
BIANCO Gregorio, trentunenne di Lizzano;
CAGNAZZO Giovanni Giuliano, sessantacinquenne di Lizzano;
CAVALLO Angelo Antonio, quarantaquattrenne di Maruggio;
CONVERTINI Alfonso, quarantaduenne di Lizzano;
DI PUNZIO Alessandro, ventiduenne di Lizzano;
DI PUNZIO Vito, venticinquenne di Lizzano;
FIORINO Gianfranco, trentaduenne di Lizzano;
GUALANO Francesco, cinquantaseienne di Lizzano;
PETRAROLI Ubaldo, trentaquattrenne di Lizzano;
PETRONELLI Andrea, trentaduenne di Lizzano;
PULIERI Francesco, trentacinquenne di Faggiano;
RIZZO Giuseppe, ventottenne di Lizzano;
RUSSO Pietro Fortunato, ventitreenne di Sava;
SCORRANO Alessandro, trentunenne di Lizzano;
SCURRANO Pasquale, cinquantaduenne di Lizzano;
SUMMA Alessandro, trentatreenne di Maruggio;
ZECCA Antonello, quarantenne di Lizzano
Agli arresti domiciliari:
SCHINAI Maria, quarantatreenne di Lizzano;
ARMENTI Giuseppe, quarantasettenne di Lizzano

OPERAZIONE SATELLITE
In carcere:
ANTONUCCI Salvatore, trentacinquenne di Torricella;
CALASSO Giuseppe Valentino, ventottenne di Lizzano;
MOTOLESE Giuseppe, trentenne di Lizzano;
Agli arresti domiciliari:
CARRIERI Antonio, trentanovenne di Lizzano;
VOCALE Emanuele, ventisettenne di Lizzano.


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