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OltreaMare: il gioco è la medicina più grande

Pubblicato | da Francesco Raio

Venerdì 6 settembre siamo stati al al Lido San Michele a S.Vito Taranto per OltreAmare, una giornata organizzata tenendo conto dei ritmi delle famiglie e delle loro difficoltà. Siamo stati loro ospiti e abbiamo realizzato un piccolo reportage per raccontare un momento di inclusione in cui i bambini si sono sentiti semplicemente bambini, al di là delle rispettive difficoltà.

L’iniziativa è organizzata da Mariangela Tarì, che è anche promotrice di un progetto di inclusione sociale: “La Casa di Sofia”, dedicato alla disabilità infantile da un punto di vista molto speciale, quello della famiglia, della vacanza e del superamento delle barriere culturali (qui abbiamo parlato del loro progetto). Mariangela è anche la mamma di Sofia e Bruno, due bambini con distinte patologie gravi con cui la famiglia si misura quotidianamente, che fanno emergere prepotentemente la necessità di un nuovo approccio al concetto di inclusione.   

La giornata è trascorsa tra attività di nuoto, snorkeling, subacquea, divertimento e relax con l’aiuto di volontari e operatori specializzati ed ha coinvolto numerose associazioni e cooperative sociali: Melanie Klein, GMT, Ciurma, Enjoy Your Dive, Mister Sorriso e il CREST, oltre all’associazione “La Casa di Sofia” che ha coordinato l’evento.

“A volte l’amore non basta”. Facciamo due chiacchiere con Mariangela ed emerge un mondo in cui i caregiver affrontano quotidianamente la fatica del corpo nel sostenere i proprio bambini. “Quando un bambino si ammala, si ammala tutta la famiglia che un po’ alla volta rinuncia ad alcuni aspetti del vivere sociale che sono fondamentali per ricaricarsi e ripartire”.

L’estate queste rinunce sono più evidenti: la vacanza è una chimera irraggiungibile, ed anche una semplice giornata a mare diventa un’operazione complicata e faticosa. E non parliamo solo di bagni a norma o di passerelle di accesso, ma della mancanza di  una sensibilità culturale, che va oltre le norme.
Un esempio: quando pensiamo a un fasciatoio lo immaginiamo di dimensioni adatte ad un bambino molto piccolo, ma i più grandi sono esclusi da questo servizio, costringendo i caregiver a complicatissime acrobazie. Questi fasciatoi extra large sono molto diffusi nei locali di gran parte d’Europa ma non da noi.         

Andando oltre la messa a disposizione di un luogo, questa giornata dimostra che occorre uno sguardo attento anche alla costruzione di un dopo, e che basta davvero poco per rendere meno difficile e faticosa una semplice giornata al mare. Occorrono braccia che aiutino e soprattutto sorrisi e coinvolgimento in attività in cui non esistono abili e non abili ma solo bambini.