Piani Alti
Nuovo Senato, cosa cambia per la Puglia
Con l’approvazione della Camera dei Deputati, si è concluso il cammino parlamentare della riforma costituzionale voluta e sostenuta dal governo Renzi. Una riforma che spacca in due il Paese con le opposizioni che al momento del voto hanno abbandonato l’Aula. Resta da superare ora lo scoglio del referendum popolare di ottobre.
Il cambiamento più rilevante introdotto dalle nuove norme è, sicuramente, la fine del cosiddetto “bicameralismo perfetto” con l’introduzione del Senato delle Regioni che sarà composto da “95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica”. Dei 95 “eletti”, 21 sono scelti tra i sindaci, gli altri 74 nell’ambito dei Consigli regionali sulla base delle indicazioni degli elettori. La ripartizione dei seggi è avvenuta in base ai dati dell’ultimo censimento effettuato nel 2011.
La regione più “pesante” è la Lombardia (13+1). Molte avranno solo due rappresentanti: Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata. A queste vanno aggiunte le province autonome di Bolzano e Trento con due senatori ciascuno. La Puglia avrà 5 senatori scelti tra i consiglieri regionali e uno tra i sindaci. In termini numerici il peso specifico della nostra regione nel nuovo Senato sarà pari a quello della rossa (forse un tempo!) Emilia Romagna. La Puglia avrà più rappresentanti della Toscana, terra natìa di Renzi e un solo senatore in meno di Piemonte, Veneto e Sicilia. Dopo la Lombardia la regione più rappresentata nel nuovo Senato è la Campania (9).