No-Tav nella bufera, anche il prefetto di Taranto prende le distanze. Poi, le scuse.

No-Tav nella bufera, anche il prefetto di Taranto prende le distanze. Poi, le scuse.

Il concertone di Taranto ha lasciato un altro segno, oltre la denuncia ambientale, occupazionale e la musica che ha attratto migliaia di persone nel parco archeologico.


Il Sap ha scritto una lettera al prefetto di Taranto Donato Cafagna. Il sindacato autonomo di Polizia si rivolgerà anche alla Procura. Alcune delle frasi espresse dal palco di unomaggiotaranto, martedì sera, nei confronti delle forze dell’ordine non sono andate giàù al sindacato e hanno suscitato anche polemiche sui social.



«Indossare una divisa non vuol dire picchiare chi lotta per la propria terra» e “celerini contro il guardrail», pronunciate dal palco e trasmesse in diretta, non sono andate giù.  «Non è accettabile – dice il segretario generale del sindacato di Polizia Stefano Paoloni – che in una manifestazione pubblica si inciti all’odio e alla violenza nei confronti delle forze dell’ordine.

Il prefetto di Taranto, Cafagna


«Non posso che esprimere la mia totale disapprovazione per le espressioni usate dai rappresentanti No Tav sul palco della festa del primo maggio a Taranto» dichiara intanto il prefetto di Taranto, Donato Cafagna.

 

 

Il comitato Liberi e pensanti ha poi fatto rimbalzare sui media le scuse giunte dai No tav:

“Il primo maggio di Taranto è un luogo di disobbedienza perché la legalità sia il paradigma per tutti e riconoscibile ovunque e tale sarà anche negli anni a venire. Ne siamo ancora più convinti dopo questa esaltante edizione che ha dimostrato che, quando ognuno compie il proprio dovere, è possibile salvaguardare i diritti di tutti, realizzando grandi cose. Crediamo infatti che la rivendicazione dei diritti e l’intollerabilità di ogni sopruso siano un principio unico, che vada esercitato e rispettato da ogni cittadino e da ogni lavoratore, che lavori in tuta o in cravatta, in camice o in divisa. Sempre denunceremo ogni forma di repressione e sempre condanneremo ogni istigazione alla violenza. È per questo che abbiamo deciso di pubblicare la lettera che il Movimento No Tav ci ha inviato per scusarsi delle parole dette sul palco da un loro attivista al termine di un intervento, questo sì, ampiamente condivisibile:
“”Il primo maggio di Taranto è sicuramente l’unico luogo in Italia dove ancora si festeggia degnamente la festa del lavoro. Essere stati presenti è stato un onore e un piacere indescrivibile. L’emozione di vedere un movimento nato dal basso e capace e ridare fiducia e futuro a Taranto da speranza e forza a tutti i movimenti come il nostro che lottano per la salvaguardia dei territori e della salute di chi li abita. Siamo pertanto enormemente dispiaciuti per le polemiche a causa di un intervento sconsiderato che un nostro militante ha pronunciato dal palco. Purtroppo a volte l’emozione fa brutti scherzi, non facendo comprendere né il contesto né il luogo di dove ci si esprime. Vogliamo però sottolineare che come movimento no tav ci prendiamo tutta la responsabilità dell’accaduto, nessuno degli organizzatori era naturalmente a conoscenza del tipo di intervento che sarebbe stato pronunciato. Siamo consapevoli che l’organizzazione di un tale evento in una città come Taranto comporti una collaborazione anche con buona parte delle forze dell’ordine, che hanno contribuito per far si che tutto si svolgesse nella massima serenità e nel clima di festa che abbiamo tutti noi vissuto. Pertanto non possiamo che scusarci. Ribadiamo che la responsabilità di quell’ intervento è solo e unicamente del movimento No Tav e di nessun altro. Ci scusiamo ancora con gli organizzatori di una festa che deve continuare a vivere come deve continuare a vivere la lotta che i cittadini di Taranto stanno portando avanti per la tutela della loro salute. Movimento No Tav”.
Aps Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

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